Tudor: L’anno scorso abbiamo fatto bene, speriamo di ripeterci anche quest’anno

Tudor: L’anno scorso abbiamo fatto bene, speriamo di ripeterci anche quest’anno

questi giocatori nuovi rispetto all’anno scorso non li conosco ancora bene, ma ci sono qualità importanti. C’era qualità anche l’anno scorso, ma quest’anno ne vedo di più. L’anno scorso sono arrivato dopo 11 sconfitte consecutive

di Redazione
News Udinese, i convocati di Tudor.

Il suo arrivo ha sorpreso tutti e fatto storcere il naso a molti. Parliamo di Igor Tudor, richiamato d’urgenza dall’Udinese per salvare il salvabile. Al canale ufficiale del club il neo ex tecnico racconta che “tornare è sempre bello. L’anno scorso abbiamo fatto bene, speriamo di ripeterci anche quest’anno. Il campionato italiano per me è il migliore: quando pensi Italia pensi al calcio”.

Ma cosa darà Tudor a questa Udinese, visto che per i critici l’anno scorso non ha portato nulla, salvezza (soffertissima)  parte? “Per un allenatore è importante far vedere la propria mano con il passere del tempo. E poi dipende dalla bravura di ognuno. Se uno è bravo può fare un periodo breve e lasciare il segno. È importane avere tempo, nel calcio come nella vita. Per me non cambia niente io faccio sempre il massimo, se questo poi basta si vedrà in campo. Quando arriva un allenatore nuovo e ha poco tempo per provare qualcosa di nuovo sul campo è sempre un problema. Non puoi fare esperimenti per un paio di partite e poi cambiare. Ma non lamentiamoci, sfruttiamo ogni allenamento e poi vedremo in partita. Il calcio è questo”.

Sulla squadra che ha trovato racconta che “questi giocatori nuovi rispetto all’anno scorso non li conosco ancora bene, ma ci sono qualità importanti. C’era qualità anche l’anno scorso, ma quest’anno ne vedo di più. L’anno scorso sono arrivato dopo 11 sconfitte consecutive, uno spogliatoio mezzo depresso e il problema erano le poche gare a disposizione, ora invece la situazione è un po’ diversa. Ho già un’idea, mi confronto ogni giorno con il mio staff. Mi piace veramente tutto, non voglio essere uno di carattere e che poi fa un calcio casuale, mi piace aver un calcio ben strutturato, che si basa su fraseggio, passaggi. Ci vuole tempo per questo, ma si possono vedere i risultati. Non è questione di modulo, fare bene dipende dagli uomini. Voglio dare alla squadra la giusta mentalità quando abbiamo la palla, non avere paura e quando non la abbiamo, essere tosti e aggressivi”.

Sui singoli aggiunge che “Okaka, Nuytinck e D’alessandro stanno migliorando. Stefano si sta allenando bene, sorpresa positiva. L’ho visto con grande qualità e che si vuole mettere a disposizione, speriamo ci dia una mano in queste 11 partite. D’Alessandro non sta bene per giocare, Badu neanche, Hallfredsson nemmeno, Behrami invece sta meglio, mentre Samir dobbiamo ancora valutarlo. Ho tanti attaccanti in più rispetto allo scorso anno, devo valutare come avere equilibrio e qualità allo stesso momento. Bisogna trovare davvero equilibrio e dipende da che partita si affronta. De Paul? Lo vedo fortissimo, ovunque lo metti fa bene. Normale che sia un po’ turbato, ma è un giocatore fortissimo e un ragazzo fantastico, con spirito di sacrificio e testa forte. La sua posizione credo che, se potessi scegliere, è un misto tra un 10 e un ala che si inserisce. Pussetto? gioca, ve lo posso confermare. “Lasagna? Giocatore che ha bisogno di spazio, ha un passo impressionante e deve sfruttare questo. Non è un giocatore tipo ala che dribbla, a volte lo si può schierare sull’esterno per fare la squadra più offensiva, ma Kevin è uno che deve andare in profondità, ha un sinistro micidiale di finalizzazione”.

Infine un appello ai tifosi: “Ho già ribadito che se ami una squadra, ed è normale amarla in un paese come questo, dove il calcio è qualcosa di più, si sta vicini anche nel male, anche perché poi i giocatori la sentono questa fiducia, e i tifosi lo hanno dimostrato tante volte questo affetto”.

“Lasagna? Giocatore che ha bisogno di spazio, ha un passo impressionante e deve sfruttare questo. Non è un giocatore tipo ala che dribbla, a volte lo si può schierare sull’esterno per fare la squadra più offensiva, ma Kevin è uno che deve andare in profondità, ha un sinistro micidiale di finalizzazione, sono contento di averlo in squadra. Mandragora? Ha fatto il centrocampista tutta la vita, lasciamolo fare quello”.

 

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