Udinese, la Rondinella fa autunno (caldo)

Udinese, la Rondinella fa autunno (caldo)

L’Udinese perde anche col Brescia e ora l’autunno si scalda vista una classifica che si fa già brutta. E’ presto per i giudizi, ma i difetti sono atavici

di Monica Valendino, @Moval1973

Dopo due sconfitte consecutive (Parma e Inter), dopo qualche pacca sulle spalle (poche e di incoraggiamento), dopo le polemiche su De Paul (tecnico, ma non decisivo), dopo che da tempo si dice che questa squadra è stata costruita con troppi doppioni in certi ruoli e scoperta altrove (vedi terzini veri) con conseguente scelte tattiche (e tecniche) obbligate, anche col Brescia la squadra di Tudor oltre a una certa aggressività mostra tutti i suoi limiti. La Rondinella porta l’autunno (che tra l’altro il 22 inizia ufficialmente) e che per l’Udinese è già caldo. Il tecnico non si discute (ancora) e speriamo nessuno lo faccia, visto che si rifarebbero gli stessi errori di sempre cercando un capro espiatorio dove non c’è, ma è certo che la classifica inizia a farsi già bruttina anche se i giudizi veri arriveranno, come sempre diciamo, solo dalla decima in su. Per ora però è troppo poco anche per farsi coraggio e incoraggiare. Tudor deve cambiare qualcosa tatticamente, ma capiamo anche che è difficile se non impossibile passare alla difesa a quattro, con una certa logica ovviamente. Per cui discorsi già fatto che si ripresentano.

L’Udinese ha perso solo una delle ultime nove sfide di Serie A contro il Brescia (1-2 nel settembre 2004): chiudono il parziale cinque successi friulani e tre pareggi, oggi la statistica è stata smentita. Dopo una vittoria alla prima giornata contro il Milan, l’Udinese ha perso però  le ultime due partite di campionato: i bianconeri non subiscono tre sconfitte di fila da ottobre 2018, anche qui statistica smentita.
Il Brescia arriva dal rocambolesco 3-4 interno col Bologna, risultato che ha fatto infuriare Cellino tanto che Corini è già stato messo in discussione. Da qui senza più motivo.

LA NOVITA’ Da quando Rodrigo De Paul gioca nell’Udinese (2016/17), ha saltato soltanto sette partite di Serie A: in queste gare per i friulani tre vittorie e ben quattro sconfitte. Tudor mette in campo Pussetto e Lasagna, il primo si vede inserito meglio come incursore, il nazionale azzurro sembra faticare, ma tutta l’Udinese fatica De Paul o no. Si crea poco o nulla e si commettono errori che a volte appaiono quasi da dilettanti perché alla quarta giornata non ci può essere paura: questa squadra ha nella testa da anni qualche virus che la rende imprecisa, ma forse non è la squadra ma come è stata assemblata tanto che da tempo immemore non si scosta dal solito 3-5-2.

LA PARTITA Parte bene il Brescia che fa pressing tutto campo mandando in tilt l’Udinese che al 6′ rischia grossissimo. Donnarumma ruba palla in area a De Maio (l’ex), ma Musso salva il risultato. Il primo tempo scorre via con due squadre non belle, aggressive con l’Udinese che fatica molto e col Brescia che sembra avere più idee tanto che ci si chiede come mai Corini sia sulla graticola.  Per le Rondinelle altra occasione  al 34′ con Bisoli che mette in mezzo, altro errore difensivo dell’Udinese, ma nessun giocatore biancoblu ne approfitta. La squadra di Tudor altresì non si praticamente te vista davanti, con troppi errori in mezzo allo scadere è ancora Musso a salvare tutto sul solito Donnarumma che gli calcia addosso.

Nella ripresa l’Udinese spera subito in un rigore, ma il VAR dice che Pussetto ha subito fallo fuori area. Sulla relativa punizione è Joronen a salvare come può. La gara è più viva, ma è il Brescia a dominare ancora e al 56′ Romulo dalla distanza trova l’angolino anche grazie a una deviazione di De Maio.
Tudor mette Barak per Fofana e Okaka per Pussetto, ma la situazione non sembra cambiare nemmeno nel sei minuti di recupero concessi da Valeri.

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