Udinese, avanti adagio. Due punti in cinque gare

Udinese, avanti adagio. Due punti in cinque gare

L’Udinese gioca ma non segna. Il verona coglie il nono risultato utile andando vicinissima alla rete vittoria. Pari alla fine che ci sta, ma i bianconeri devono diventare cinici se vogliono raddrizzare la classifica

di Redazione

Per l’Udinese non cambia nulla in chiave salvezza se non che ci sarà ancora da soffrire e macinare punti. Se si allargano le prospettive però ci si accorge che in cinque partite i bianconeri hanno preso 2 punti, una media che fa decisamente preoccupare perché conferma che i bianconeri sono decisamente al di sotto della qualità delle squadre che oramai si stanno attestando “di medi classifica o oltre”. Per cui con  Bologna e Fiorentina all’orizzonte questo punto diventa un brodino per un malato cronico che fatica a segnare esattamente come il governo fatica a resistere solo i colpi dei vangeli secondo i Matteo. Non basta dunque la grinta e qualche soluzione di gioco per cambiare le carte in tavola. Inoltre le piccole grandi distrazioni spesso sono fatali  (Musso qualche incertezza, ma anche un paio di ottimi interventi).

LA PARTITA Non ci sono grosse novità sulle formazioni in campo, Gotti non cambia la sua Udinese così come Juric manda in campo la squadra spettacolo che ha fatto grandi cose nelle ultime settimane. Un primo tempo equilibrato, con l’Udinese che ha più possesso palla, ma il Verona ha le occasioni migliori con Musso super protagonista al 39′ quando salva da un gol che sembrava fatto su colpo di testa ravvicinato.
Per i bianconeri l’occasione migliore è di Lasagna che al 16′ viene servito bene da Fofana, ma l’attaccante colpisce male e  il pallone si perde tra le braccia di Silvestri che replica anche su De Paul poco dopo.
Gara combattuto soprattutto in mezzo, gara comunque equilibrata nonostante le occasioni.
Nella ripresa non cambia il canovaccio: Udinese a testa bassa ma con limiti evidenti sotto rete (annullato un gol per fuorigioco al 65′), Verona con meno tiri ma tutti pericolosi come al 78′ quando sulla linea i difensori bianconeri respingono la palla che stava per entrare dopo un solito svarione dietro. Partita quindi che rimane in equilibrio, con i friulani che mostrano una piccola crescita sulla grinta e sul gioco ma che non riescono mai a concretizzare e questo rimane un problema.

Il punto preso visto nell’ottica del presente può anche andare bene perché il Verona è ottima squadra che gioca un gran bel calcio e sa far male: chiedete lumi a Sarri, anzi fatevi recapitare una lettera dal suo postino di fiducia. Juric è occhialuto come l’omologo toscano, ma ha mostrato come tante parole servono meno dei fatti. I metodi d’allenamento del tecnico scaligero faranno anche discutere, ma alla fine il nuovo Zeman sta mostrando (per adesso) grandi cose. Poi chissà se come il boemo tutto si vanificherà dinanzi alla fatica, per adesso macina punti. E anche quello di Udine è frutto del momento ottimo della sua squadra che anzi potrebbe anche recriminare qualcosa in più.
Gotti dalla sua filosofeggia sulle possibilità, su questioni che appaiono astratte, ma alla fine è bene sempre ricordare quello che diceva Tudor: questa squadra è da salvezza nulla più. Ora per arrivarci mancano ancora quattordici punti. Tanti o pochi lo dirà il campo col calendario che è indecifrabile. Da qui in poi serve fortuna nell’incontrare l’avversario giusto al momento giusto. Negli anni passati questa fortuna l’Udinese l’ha avuta, ora vedremo.

 

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