Udinese – Fiorentina a porte chiuse. Ma l’Italia è nel caos (soprattutto economico)

Udinese – Fiorentina a porte chiuse. Ma l’Italia è nel caos (soprattutto economico)

Alla fine il Belpaese potrebbe pagare carissimo (forse con una recessione con effetti inimmaginabili) il virus, molto più della sua pericolosità. Per cui la domanda sorge lecita: cosa non torna in tutto questo?

di Redazione

Come avevamo anticipato già lunedì su queste pagine non c’era ancora l’ufficialità del rinvio di Udinese – Fiorentina a causa del Coronavirus. E dopo una giornata di voci alla fine si farà quello che avevamo scritto: giocarla a porte chiuse.

Sabato alle 18, dunque bianconeri in campo anche se in modo forse surreale. Del resto anche se fosse stata  porte aperte vista la reazione anche sproporzionata che si sta vivendo in questi giorni in Italia molta gente avrebbe disertato l’impianto dei Rizzi. Diciamo spropositata perché ribadiamo che come tutti i coronavirus anche questo fa parte della famiglia delle malattie cosiddette influenzali.. La sua pericolosità non è il tasso di mortalità (bassissimo, meno in proporzione della banale influenza), ma la contagiosità. Anche se pure su questo punto si scontrano gli esperti: in effetti se si pensa che una città come Whuan ha 11 milioni di abitanti e complessivamente nel mondo ci sono 78 mila contagiati (2.462 morti, pochissimi in  proporzione). Eppure con 152 persone contagiate dal nuovo virus, l’Italia è il terzo Paese nel mondo per numero dopo la Cina e la Corea del Sud. Per cui basta la razionalità per capire che certi comportamenti sono frutto solo del panico che si è creato. giustissimo però prevenire.

Così uno dei due anticipi – assieme a Lazio-Bologna – previsti per la diretta su Sky, sarà quello del Friuli mentre in prima serata Napoli-Torino andrà in onda su Dazn. Serviva un decreto del presidente del Consiglio dei ministri come aveva ricordato anche il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, tracciando il percorso che poi è stato completato in tarda serata per far giocare ugualmente, seppur a porte chiuse Juventus-Inter, Milan-Genoa, Parma-Spal e Sassuolo-Brescia.

Un turno che se fosse stato rimandato avrebbe intasato un calendario già di per sé fittissimo. Ora però tornando agli effetti del virus forse è bene iniziare a preoccuparsi sui fattori economici che porterà: un crollo di vendite e frequentazioni di luoghi pubblici, questo solo nei primi giorni dopo il decreto di chiusura del Nord Italia. Alla fine il Belpaese potrebbe pagare carissimo (forse con una recessione con effetti inimmaginabili) il virus, molto più della sua pericolosità. Per cui la domanda sorge lecita: cosa non torna in tutto questo?

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy