Udinese, la scelta tecnica solo alla sosta. A meno di tracolli

Udinese, la scelta tecnica solo alla sosta. A meno di tracolli

A meno di tracolli solo a Natale sotto l’albero capiremo che “regalo” la società vorrà fare ai suoi tifosi. Molti già fremono al pensiero. Altrimenti si correggerà a prendere forse il primo disponibile dandogli in mano problemi non da poco, ma sul quale penderebbe già una nuova spada di Damocle.

di Redazione

Forse si è già esaurito l’affetto Gotti. L’allenatore galantuomo, il filosofo, il tecnico che rinuncia ai soldi pur di fare il vice ovvero il ruolo che desidera, da settimane si trova ad allenare una Udinese costruita male dove i tecnici si assumono loro malgrado colpe che non hanno, o se ci sono sono marginali al fatto di una squadra costruita male come sempre avvenuto negli ultimi anni. La squadra a Roma come in altre situazioni i per lunghi tratti è parsa spenta, nel primo tempo quasi inevitabilmente dopo essersi chiusa nella propria metà campo.

Poi il tracollo è stato solo la conferma di un atteggiamento che arriva da lontano, dove l’allenatore può poco. Che sia un generale di ferro o che sia uno psicologo, a Udine l’impressine che da sempre sosteniamo in base a quello che da dentro trapela è che a comandare sian o alcuni personaggi che non dovrebbero mettere becco sul lavoro tecnico. Che tra l’altro è+ ‘obbligato’ da una rosa che non offre possibilità di cambiamenti radicali con i troppi doppioni in certi ruoli e pochi ricambi in altri (vedi fasce laterali) e soprattutto con un livellamento tecnico proteso alla mediocrità.

Ora la coppa Italia contro il Bologna, gara che appare quasi un’amichevole vista la situazione di entrambe le squadre che se dovessero passare potrebbero trovare il Torino, per una competizione che come sempre è architettata male e che non può distrarre dai problemi del campionato. Ampio turnover e vinca…il migliore.,

A Udine i problemi sono altri del resto: serve decidere con urgenza cosa fare in panchina. Gotti non può continuare a dire che non vuole fare il primo allenatore, ma poi farlo per dovere. Così si rischia di avere un supplente dove la classe all’inizio ne parla bene, poi dietro la porta fa quello che vuole, ovvero il solito: pare,are con i propri procuratori per intervenire dove le cose non funzionano. Troppe lingue, ma il tecnico di Montebelluna oramai, finito l’effetto romanticismo, deve prendere una decisione. e così la società che sembra voler rimandare alla sosta natalizia la decisione anche in base ai punti che l’Udinese avrà. I nomi che circolano sono sempre quelli. Castori la nuova entrata, poi i soliti Zenga (costoso e una scommessa), Ballardini (un caporale che non ha ottenuto grandi risultati continuativi negli ultimi anni), Carrera (inesperto in  Serie A) fino alle suggestioni varie ma che appaiono inarrivabili. La difficoltà non è il ricevere molti curriculum, ma trovare un allenatore che costi poco, che accetti un contratto a termine a meno di risultati eclatanti (?), che sappia gestire un gruppo complicato e costruito senza molta logica. Chi lo sa individuare lo segnali a Pizzale Argentina, hai cisto mai che qualche volta scollino le critiche senza pensare che siano solo pretestuose?

Per adesso si naviga  vista. Gotti non ha molte scelte e col Napoli e con la Juve rischia ko che potrebbero portare i bianconeri a ridosso della zona rossa. per ora il punto a gara che garantisce forse una salvezza tutto sommato tranquilla ci sono, ma si sa che è nel ritorno che chi sta dietro solitamente ingrana una marcia in più, mentre l’Udinese sembra un trattore a velocità controllata.

Gino Pozzo nella sua Londra ha anche il Watford che lo preoccupa., Voremmo sapere quale squadra tra le sue due è quella che lo tiene più in ansia. E se davvero ha intenzione di finire di pensare come fare plusvalenze, ma di appoggiarsi del tutto a dirigenti e persone che sanno il fatto loro (da Marino all’allenatore). Perché a Udine da tempo si ha la sensazione e che il mercato venga fatto su basi fondate sul possibile profitto piuttosto che sul progetto tecnico: altrimenti come si spiega il valore dato a un De Paul sempre più ibrido del campo, ma che alla fine deve rimanere e giocare per non svalutarsi da quei 35 milioni cher nessuno e ribadiamo nessuno oggi spenderebbe per lui?

Per cui a meno di tracolli solo a Natale sotto l’albero capiremo che “regalo” la società vorrà fare ai suoi tifosi. Molti già fremono al pensiero. Altrimenti si correggerà a prendere forse il primo disponibile dandogli in mano problemi non da poco, ma sul quale penderebbe già una nuova spada di Damocle.

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