Udinese, nessuna rivoluzione col Toro

Udinese, nessuna rivoluzione col Toro

Nessuna rivoluzione quindi, anzi il cercare di far giocare anche i soprannominati ‘inamovibili’ per non creare scompiglio in uno spogliatoio non semplice tanto che iniziano a giare voci su Lasagna possibile partente a gennaio

di Redazione

In attesa dei Nazionali l’Udinese aspetta anche la decisione sulla squalifica di Igor Tudor: se è il metro di giudizio usato con l’omologo Mazzarri anche il tecnico croato dovrebbe tornare subito in panchina proprio contro il Torino domenica al Friuli.

Sarà la prima di quattro sfide che potrebbero anche risultare decisive per lo stesso Tudor: Toro, Atalanta, Roma e Genoa dovranno portare punti e quindi reti. Perché senza segnare non si va lontano e anche l’amichevole contro il modesto Venezia non ha fatto vedere progressi sulla questione gol.

In queste quattro gare l’Udinese deve fare almeno 4 punti, per rimanere a una media salvezza di un punto  partita.  Sarebbe già un discreto passo in avanti, anche se non fa presupporre molte altre illusioni. Per ora il tecnico non si tocca, la società ha manifestato fiducia, ma pare che lo abbia anche responsabilizzato ulteriormente sottolineando come la rosa a suo parere sia stata rinforzata: insomma se le cose non vanno, come sempre è il tecnico a risponderne.

Per il Toro si attendono dunque i nazionali che non dovrebbero dare problemi di forma. Piuttosto Rodrigo Becao e Bram Nuytinck hanno ancora marcato visita alla ripresa della preparazione. Becao si metterà nuovamente a disposizione di Tudor martedì dopo avere smaltito l’affaticamento all’adduttore e altrettanto dovrebbe fare Nuytinck, ma se il primo potrebbe essere usato contro i granata il secondo sarebbe comunque destinato alla panchina. Becao con Samir e Ekong formerebbe così il terzetto arretrato.

In mezzo ancora De Paul mezzala con  tutta probabilità, con Mandragora e Fofana a dare spessore fisico al reparto e con Sema a sinistra e Larsen a destra. Davanti Lasagna e Okaka. Nessuna rivoluzione quindi, anzi il cercare di far giocare anche i soprannominati ‘inamovibili’ per non creare scompiglio in uno spogliatoio non semplice tanto che iniziano a girare voci su Lasagna possibile partente a gennaio: difficile oggi, ma non impossibile vista la concorrenza spietata davanti e la necessità dell’ex Carpi di giocare con continuità per cercare di convincere Mancini.

 

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