Udinese, squadra allo sbando. Tudor in bilico, ma alternative inquietanti

Udinese, squadra allo sbando. Tudor in bilico, ma alternative inquietanti

L’Udinese crolla, Tudor rischia di finire a fare il capro espiatorio: ma i nomi che circolano tra silenzi e smentite fanno preoccupare ancor di più i tifosi. Carrera l’unico nome plausibile per la società oggi

di Redazione

E ora? Undici gol subiti in  due partite, il peggior attacco possibile. Una squadra allo sbando e la sensazione che mai come oggi Igor Tudor sia in bilico. Il nome dio Massimo Carrera rimane il più gettonato dai bene informati che lavorano in Piazzale Argentina. qualcuno ha sollevato l’ipotesi di Stefano Colantuono, ma questo ha sollevato anche la reazione dei tifosi bianconeri. Nei social, nelle mail arrivate alla nostra redazione si “minaccia” di disertare definitivamente il “Friuli” se mai la società decidesse di arrivare a questa decisione.

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Scemano le ipotesi su Ballardini: “Non c’è stato alcun contatto con l’Udinese. Apprendo qui senza altre conferme la mia candidatura”. Rimane anche Pasquale Marino come papabile, ma ora tutto è nelle mani della società. Dopo undici reti in due gare subito urge una presa di posizione netta che dia mano libera all’allenatore. La sensazione è che con una squadra mediocre e con scelte obbligate (vedi il fatto di dover far giocare gente come De Paul (inguardabile), Samir (adatto ad Halloween), Sema (incpom prendibile), Lasagna (impalpabile), Okaka (incazzoso) e con il resto della squadra che viaggia su una imprecisione tanto  preoccupante quanto costante, ci sia poco da fare. Anche Guardiola avrebbe gli stessi problemi. Cambiare Tudor confermato a giugno a furor si società sarebbe l’ennesimo errore che si somma a una impreparazione conclamata sul mercato dove tra parametri zero, doppioni, giocatori presi tanto per tamponare ruoli scoperti, mancanza di progettualità, non si può cercare sempre il capro espiatorio in panchina. Tudor non sarà immune da colpe, ma questa è la rosa che ha e questi son o i giocatori che deve far giocare anche per non svalutarli: come se non si valutassero da soli. De Paul, mister 35 milioni chi lo comprerebbe a meno che non si tratti di 35 milioni di pesos argentini? Mandragora, mister 25 milioni chi avrebbe oggi il coraggio di sborsarli per riscattarlo? Ma sono solo due esempi. La situazione è ben cpiàù complessa e profonda e si ripete di anno in anno: giocatori arrivati per poter dire la loro, come Nestorovski, si vedono dover accettare chi deve giocare pr raccomandazione. LasagnaOkaka per dirla tutta è una coppia gol che se insieme arrivasse a dieci gol oggi come oggi sarebbe un mezzo miracolo. E tecnicamente sono pure tra i migliori, ma appare evidente che cocciano a giocare assieme. Ma come si lascia fuori il capitano e quello che s’incazza se non scende in campo?

Malumori in spogliatoio quindi, società distante, Pierpaolo Marino che fa quel che può come lo hanno fatto i suoi predecessori. Tutti in cerca di capri espiatori dove riversare i propri errori. Una squadra costruita male e gestita in maniera complicata con mille lingue che si sovrappongono dove tuti hanno imparato come insegnare, ma hanno dimenticato come imparare.

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  1. eceim_3676511 - 1 mese fa

    Se nel giro di un paio di settimane in Premier League la squadra inglese dei Pozzo perde per 8 a 0 e affoga all’ultimo posto in classifica mentre in serie A l’Udinese ne prende prima 7 poi 4 (in casa) nel giro di 4 giorni, sembra logico pensare che da sostituire non sono gli allenatori ma la proprietà! Superfluo fare l’elenco delle colpe primariamente attribuibili ad una politica societaria che ormai da anni mira solo profitto ed ignora completamente qualsiasi velleità sportiva. Naturalmente il tutto con la complicità della tifoseria nella parte di “utile idiota” della situazione.

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