Valorizzare per poi vendere: la “dolce condanna” dell’Udinese

Valorizzare per poi vendere: la “dolce condanna” dell’Udinese

Marino ha aperto alla cessione di De Paul all’Inter: perché trattenere i migliori è diventato pressoché impossibile

di Redazione

Proviamo a fare un gioco: capovolgiamo il senso delle dichiarazioni rilasciate ieri, giovedì 14 novembre, da Pierpaolo Marino a Radio 24 a proposito della possibile cessione di De Paul all’Inter.

Queste sono state le parole del ds bianconero: “Se andrà all’Inter? A gennaio potremmo avere delle difficoltà, ma l’Udinese non può permettersi di trattenere giocatori di fronte a offerte di club importanti”.

Ora iniziamo a giocare. “Se andrà all’Inter? A gennaio potremmo avere delle difficoltà, ma l’Udinese può permettersi di trattenere giocatori di fronte a offerte di club importanti. Perché? Il nostro obiettivo è mantenere in rosa i giocatori più talentuosi: vogliamo costruire un progetto di spessore”.

Alzi la mano chi, tra i tifosi friulani, non avrebbe voluto sentire queste parole: invece, sono figlie della fantasia, perché, appunto, le considerazioni di Marino sono state di contenuto opposto.

Valorizzare per poi vendere: è la “dolce condanna” dell’Udinese. Da quanto è così? E’ un paradigma destinato a rimanere immutabile? Sì, con tutta probabilità lo è. In un calcio che non c’è più, ci sono state squadre piccole che i loro campioni li difendevano, li trattenevano: oggi è molto, molto più complicato. Quasi sempre impossibile.

Inutile negarlo: di fronte a riflessioni del genere, inevitabilmente, la mente vola a Totò Di Natale. Nonostante siano passati non secoli ma soltanto pochi anni dalla sua scelta di rimanere a Udine, sembra sia trascorsa un’eternità. Un’era calcistica, per meglio dire.

De Paul è il giocatore con maggior talento nella rosa bianconera? Sì. Dopo di lui chi c’è? Probabilmente Musso. E poi? Forse Lasagna. Guarda caso tre nomi molto in auge, in questi giorni, tra gli esperti di calciomercato. Sarebbe un peccato perderli uno dietro l’altro: accadrà? Chi può saperlo: lo scopriremo.

Certo che è davvero una “dolce condanna” valorizzare e poi cedere: fa bene a livello economico, impoverisce sotto il punto di vista tecnico. Si tratta, è evidente, di una prassi per squadre come l’Udinese che non possono ambire alla conquista della Champions League; mette un pò di tristezza, in ogni caso, quello che si ripete da anni e che appare oramai incontrovertibile.

Si potrebbero fare tanti ragionamenti sull’argomento. Ne varrebbe la pena, probabilmente. Altrettanto di sicuro non cambierebbe nulla: la valorizzazione precede la cessione, indietro non si torna. Punto.

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