IL Gazzettino: De Paul, ti aspettavamo

IL Gazzettino: De Paul, ti aspettavamo

«Tutto l’ambiente lo aspettava in fase realizzativa, e sta arrivando, ma anche prima io non gli ho mai rimproverato nulla anche perché gioca quest’anno molto più lontano dalla porta; poi se arrivano assist e gol tanto meglio per noi. Se cercherò di trattenerlo? Non ho avvisaglie di cose diverse da una sua permanenza qui, ma di certo non sono io che posso trattenerlo a Udine».

di Redazione

L’apertura sull’Udinese sulle pagine de Il Gazzettino:

L’Udinese c’è, e lo urla a gran voce a Lecce. E non tradisca il fatto che la vittoria in Salento sia arrivata soltanto al minuto 88, perché il successo dei friulani ha un valore ben più alto. Fa aprire il 2020 così come si era chiuso il 2019; è arrivato contro una diretta concorrente, fuori casa, e in condizioni climatiche e ambientali non semplici. Lo 0-1 porta la firma di Rodrigo De Paul, delizioso in occasione del gol, ma ha in sé il mattoncino portato da molti protagonisti. Insomma, al Via del Mare per l’Udinese è una vittoria di squadra, che porta i friulani a quota 21 punti.
IL TECNICOLuca Gotti preferisce volare basso e analizza la gara con la solita onestà intellettuale: «È stata una partita condizionata dal vento nei due tempi, e nel primo siamo stati pasticcioni in alcuni gestioni, concedendo al Lecce due grandi occasioni, nonostante avessimo predisposto di giocare palla a terra. Nonostante questo, la squadra ha avuto grande serenità e personalità soprattutto nel secondo tempo, vincendo una partita dall’alto peso specifico, anche a fronte di due gol annullati». E a chi gli fa notare che si nota la mano dell’allenatore, Gotti risponde così: «Non posso dire di sentire il gruppo sempre più mio, non sono così presuntuoso, ma posso dire che questa squadra ha sempre più consapevolezza nei propri mezzi e fiducia, e per questo sono stato spinto a cambiare qualcosina anche dal punto di vista tattico per provare a vincere la partita, e alla fine è andata bene». Un passaggio alla difesa a 4 che, per una squadra che ha ormai il 3-5-2 nel dna non è cosa così scontata: «Il cambiamento non avviene all’interno della partita. La squadra in queste settimane ha trovato maggior consapevolezza, non si è spaventata. Alla fine era un 4-3-3 che si è trasformato in un 4-1-4-1 per provare a vincere».

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