Messaggero Veneto: Errori di Tudor, la disfatta però è della squadra

Messaggero Veneto: Errori di Tudor, la disfatta però è della squadra

Analisi in casa Udinese dopo il 7-1 : il tecnico saldo, ma deve riprendersi subito con la Roma e non fallire con Genoa e Spal

di Redazione

Apertura del Messaggero veneto sulla posizione di Tudor.

Igor Tudor sta preparando la sfida del riscatto senza alcuna spada di Damocle sulla propria testa. Gino Pozzo non intende affrontare l’analisi della storica disfatta di Bergamo – l’Udinese aveva subito 7 gol in serie A soltanto altre tre volte, due nel ’59, una addirittura nel ’52 – parcheggiando la “ghigliottina” fuori dalla porta dallo spogliatoio del tecnico spalatino allo stadio Friuli. Non è in discussione Tudor, in queste ore in casa bianconera si stanno analizzando piuttosto i motivi della liquefazione sul campo dell’Atalanta, una prestazione che non può essere giustificata soltanto dall’espulsione di Opoku per doppia ammonizione dopo appena 32 minuti di gioco. D’accordo, la doccia anticipata del giovane difensore ghanese è sicuramente una delle componenti della debacle bianconera, accanto però all’atteggiamento della squadra e ad alcune scelte di Tudor che possono aver agevolata la riscossa atalantina dopo il gol iniziale di Okaka o aver indotto la squadra a recepire un “messaggio errato”. Fuori il dente. Quali sono le “macchie” dell’allenatore croato che – è bene sottolinearlo – in sede di commento si è assunto immediatamente le proprie responsabilità? Riguardano fondamentalmente la posizione delle pedine sistemate sulla scacchiera del Gewiss Stadium. Non si tratta di moduli. L’Udinese ha proposto anche questa volta un 3-5-2, lo “schema” che aveva garantito una copertura di qualità nelle precedenti otto giornate (solo 6 gol subiti), ma il calcio non è aritmetica, dove cambiando l’ordine dei addendi la somma non cambia. Tutt’altro.Prendete le posizioni dei singoli giocatori. L’Udinese aveva brevettato la propria impermeabilità difensiva con un esterno come Larsen a destra (e in sua assenza, con il Torino, si era visto all’opera il pari ruolo Ter Avest), un terzetto di centrali di solito formato da Becao, Ekong e Samir, un mancino sulla fascia di competenza, per un partita Pezzella (poi ceduto al Parma prima della chiusura del mercato) e quindi Sema. Proprio l’inversione degli esterni che era stata operata con profitto contro il Bologna può aver tratto in inganno Tudor. Allora, con i rossoblù, scelse di controllare il pericolo Orsolini con la coppia Samir-Larsen a sinistra, stavolta, assente il danese, ha spostato in quella zona Opoku commettendo però l’imprudenza di spostare largo sulla fascia il brasiliano Samir che finalmente, dopo anni di mezze figure, stava finalmente ingranando nel ruolo di centrale. Morale della favola: per sostituire un giocatore ne ha messi altri tre fuori posizione, Sema, Opoku e Samir.

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