Messaggero Veneto: L’Udinese regge un tempo

Messaggero Veneto: L’Udinese regge un tempo

Bianconeri ben messi in campo ma col solito “mal di gol”. L’Inter sfrutta un’indecisione al 64′ e la partita è indirizzata

di Redazione

Il commento del Messaggero Veneto sl ko dell’Udinese.

L’Udinese gioca per un’ora, l’Inter segna, vince e resta nella scia della capolista Juventus aspettando il recupero (in settimana) della sorprendente Lazio. Nessuna novità dal fronte orientale, rispetto alle ultime uscite: i bianconeri non riescono a trasformare in gol le (tante) azioni offensive ormai riescono a costruire per poi pagare dazio alle incertezze in fase difensiva. Si spiega così una partita equilibrata, molto più di quanto dica il 2-0 finale. È stato così fin dall’inizio con le squadre che si sono praticamente annullate guardandosi allo specchio. 3-5-2 da una parte e dall’altra per una partita decisamente fisica. E con delle sorprese più o meno grandi per tutte e due. Conte senza Handanovic e con un altro ex, Daniele Padelli, in porta, complice un problema fisico accusato dall’estremo difensore sloveno nell’ultimo allenamento. Non solo: il tecnico nerazzurro ha rinunciato fin dall’inizio all’altra amatissima vecchia conoscenza, Alexis Sanchez, lasciato in panchina per lanciate il baby Esposito al fianco di Lukaku al posto di Lautaro Martinez. Se a questo si aggiunge che sulle fasce l’Inter ha proposto i nuovi acquisti di gennaio, Moses e Young, se non ha potuto fidarsi di Brozovic appena recuperato dopo il guaio alla caviglia e tra i titolari si è visto la gemma Eriksen, è facile capire che la faccia nerazzurra non era tra quelle conosciute. Ma anche Gotti ha cambiato qualcosa rispetto alle uscite due uscite, contro Milan e Parma, contraddittorie nei risultati e nel gioco. Perciò fuori Ekong, perno del tridente difensivo bianconero per fare posto a Sebastien De Maio che fino all’ultimo giorno è stato sul mercato in virtù di un arrivo già scritto dell’austriaco Prodl dal Watford, arrivo che è saltato all’ultimo giorno dopo, una scelta che ha portato alla rescissione del contratto tra il club inglese di Gino Pozzo e il “promesso sposo”. E De Maio, capace di chiudere le falle mentre spesso e volentieri Becao ingaggiava i vigorosi corpo a corpo con Lukaku, si è dimostrato all’altezza dell’investitura, l’unica vera novità di un 3-5-2 piuttosto elastico, ma privo della tranquillità necessaria per la giocata decisiva con le mezz’ali, De Paul a destra e Fofana a sinistra che non sono riusciti ad abbinare la corsa (tanta) alla qualità nell’ultimo passaggio. Troppi errori lì. (…)

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