Messaggero Veneto: Nella girandola di emozioni vincono l’Udinese e Gotti

Messaggero Veneto: Nella girandola di emozioni vincono l’Udinese e Gotti

Il Cagliari sbaglia tanto, poi pareggia il gol di De Paul (che non digerisce il cambio): Fofana aggiusta tutto in un minuto

di Redazione

L’apertura del Messaggero Veneto sulla vittoria dell’Udinese.

Tre punti per un progetto. Il progetto Gotti. Dopo aver domato le paure e il Cagliari, dopo aver rischiato di mandare tutto all’aria per un minuto, quando lo striscione dell’arrivo era già visibile, l’Udinese puntella la classifica, sorpassa almeno un paio di avversarie (Fiorentina e Sampdoria) in attesa delle sfide della domenica e si avvia verso il nuovo anno con l’allenatore di sempre, considerando che alle parole del dt Marino pronunciate prima del fischio d’inizio («Gotti fa parte del nostro progetto»), il tecnico di Contarina ha fatto seguire una gara vinta e, soprattutto, condotta con grande lucidità dalla panchina, valutando a bocce ferme i ruoli disegnati per il suo undici di partenza e le sostituzioni, tutte azzeccate, fondamentali ed eseguite senza guardare in faccia nessuno, considerando che il primo ad uscire dal contesa è stato De Paul, il signor 30 milioni, l’autore (finalmente) del gol che aveva sbloccato la partita. Uscendo Don Rodrigo non ha fatto i salti di gioia, anzi, se l’è presa con il mondo e forse anche con Babbo Natale, ma se l’Udinese ha prima resistito e poi risposto al gol degli avversari con l’altra mezz’ala in ballo, Seko Fofana, questo lo si deve alle scelte in corsa di Gotti.Insomma, se i tre punti sono finiti nella tasca bianconera facendo schiumare di rabbia Maran bisogna valutare le punture tattiche e l’atteggiamento esibito finalmente sul campo, dove l’Udinese ha lottato su ogni pallone, come non ha fatto in tutte le 17 giornate finora disputate. Vittoria meritata? Il tecnico del Cagliari ha parlato di regali della sorte, di superiorità esibita sia in fase conclusiva con 14 tiri (ma solo uno nello specchio, quello della rete di Joao Pedro), di sconfitta immeritata, di assenze, di campo pesante, senza ricordarsi che, se una squadra non centra il bersaglio pur avendo delle occasioni, la colpa non è delle renne del già citato Babbo che ti tagliano la strada, ma della mira annebbiata dei rossoblù di Sardegna, di Rog, di Nainggolan per due volte (un palo) incapaci di trasformare in oro le occasioni che sono capitate già nei primi 24 minuti del primo tempo.In poche parole, per certi versi si può capire perché Maran mastichi amaro (…)

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