Messaggero Veneto: il Pordenone è la vera sorpresa

Messaggero Veneto: il Pordenone è la vera sorpresa

La netta vittoria sull’Empoli conferma la bontà del progetto dei neroverdi
Solidità casalinga, organizzazione di gioco e poi l’asso Pobega: ecco i segreti

di Redazione

Approfondimento del Messaggero Veneto sul sorprendente Pordenone.

Alzi la mano chi, una volta reso noto il calendario, avrebbe scommesso su un inizio del genere. Infatti pochi tifosi avrebbero pensato che, dopo sette giornate, il Pordenone fosse stato in grado di avere undici punti e con lo status di sorpresa della serie B. La squadra di Attilio Tesser ha stupito, battendo alcune favorite alla promozione e sorprendendo anche molti addetti ai lavori: la rivelazione dei cadetti abita in Friuli, gioca al Friuli e ha le qualità adatte per sopravvivere in questo torneo, che affronta per la prima volta in 99 anni di storia. La sosta arriva in un momento positivo e la città è pronta a godersi il temporaneo rientro in città del gruppo: sabato i neroverdi tornano al Bottecchia per affrontare in amichevole la Primavera del Venezia (il via alle 15).SOLIDITA’ CASALINGA Andando ad analizzare i motivi grazie a cui il Pordenone è così in alto in classifica, il segreto principale va trovato nel rendimento interno. Il gruppo gioca a 50 km dalla “vera” casa ma sembra non accusare questa lontananza, anzi. Sotto l’Arco dei Rizzi, sono arrivati dieci degli undici punti conquistati sinora: qui si sono arresi Frosinone, Spezia e, da ultimo, l’Empoli, salito in Friuli con i galloni da capolista e sceso in Toscana privo della leadership. In precedenza, anche l’attuale primatista Benevento si era fermato, non andando oltre il pari. Non a caso Filippo Inzaghi, allenatore dei giallorossi, dopo il 90′ disse: «Sarà dura per tutti conquistare punti al Friuli col Pordenone».ORGANIZZAZIONE La solidità casalinga fa rima con organizzazione. Sotto questo aspetto si vede la mano di Tesser, che in serie B ha continuato il lavoro intrapreso la scorsa stagione: aiutato dallo zoccolo duro dello spogliatoio, composto da giocatori e professionisti seri, il tecnico è riuscito a dare un’impronta precisa al gioco della squadra. I suoi sanno sempre cosa fare, in particolare in fase di non possesso.

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