Udinese, obiettivo decimo posto per salvare il “banco”

L’ennesimo campionato deludente dei bianconeri potrebbe avere delle ricadute importanti sul piano economico. Un motivo in più per invertire il trend

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

C’è bisogno di far rientrare la nave in porto, in modo sicuro e senza conseguenze. L’Udinese, in questo momento, è come un’imbarcazione non troppo solida in balia delle onde, durante una burrasca. Il futuro rimane incerto, ma anche il presente non è così sereno. Nonostante la salvezza conquistata con un girone di anticipo (più per demeriti altrui che per meriti propri), la stagione delle zebrette si sta rivelando ben al di sotto delle aspettative. Nonostante qualche errore estivo, infatti, con l’arrivo di Gigi Delneri la squadra sembrava aver ritrovato la rotta. Ma anche un esperto timoniere, se abbandonato, finisce per soccombere.

E’ necessario ritrovare compattezza all’interno non solo dello spogliatoio, ma dell’intera struttura. Anche perchè c’è un allarme che potrebbe scattare da un momento all’altro. Se l’Udinese non darà la tanto agognata accelerata finale, infatti, concluderà il campionato nuovamente tra le ultime 7-8 squadre della serie A. E’ capitato al termine della stagione 2013-2014 con il 13° posto conquistato da Francesco Guidolin, è accaduto nel 2015 con il 16° piazzamento di Andrea Stramaccioni, ancora peggio – come sappiamo – è andata la scorso anno con il 17° posto centrato da Gigi De Canio (subentrato a Stefano Colantuono). Numeri che non perdonano e che nessuno vorrebbe rivedere. E dietro a quel “nessuno” non ci sono solo coloro che agiscono direttamente per la crescita, lo sviluppo e la sopravvivenza del club (dalla proprietà, alla dirigenza, allo staff tecnico fino ad arrivare ai tifosi, componente che non va mai sottovalutata), ma ci sono anche gli investitori esterni, partner e sponsor, che abbinano quotidianamente il loro marchio alle gesta bianconere.

Una stagione storta si può giustificare, due anche, la terza apre qualche riflessione e la quarta, beh, la quarta non dovrebbe proprio verificarsi. Perchè in un calcio, come quello contemporaneo, dove la dimensione del “business” ha preso il sopravvento, i risultati diventano veicoli commerciali per irrobustire un brand, aumentare i profitti, conferire solidità all’azienda e finanziare interventi. La programmazione di una società di calcio passa (principalmente) attraverso complessi tabulati numerici. E i conti non sempre tornano. Per rimanere “appetibile” l’Udinese è chiamata a dimostrare sul campo il valore del club, al fine di evitare di vanificare decenni di imprese eccezionali. L’obiettivo minimo, dunque, per la stagione in corso non può essere la salvezza, ma il decimo posto, che riporterebbe la squadra friulana in una posizione di maggior prestigio. Di certo l’impegno all’orizzonte con la Juventus non è il più agevole per tentare questa faticosa risalita (attualmente il decimo posto è occupato da Sampdoria e Chievo, +6 sui friulani), ma le successive gare con Pescara e Palermo dovranno diventare dei trampolini di lancio, onde evitare di continuare ad affondare. Le occasioni per tornare a galla si stanno riducendo e, dunque, andranno sfruttate al meglio. Per non ritrovarsi improvvisamente con l’acqua alla gola.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy