Udinese, tre punti d’oro

Udinese, tre punti d’oro

Juve e Napoli in trasferta in serie si possono affrontare con la giusta concentrazione, ben sapendo che comunque la salvezza passerà anche per altre vittorie: almeno altre tre più qualche pareggio chiave qua e là. Poi si inizierà a parlare del perché da anni alle promesse non seguono i fatti.

di Redazione

L’Udinese tira un sospiro di sollievo. Quello che nemmeno sette Fisherman’s Friends in bocca insieme ti fanno tirare. Battere il Bologna, pur senza giocare bene, è un successo che vale doppio. Ora tra i bianconeri e i felsinei ci sono ben sette punti di vantaggio, insomma una piccola polizza sulla vita. Come ogni anno la squadra friulana, pur non giocando, pur con una squadra mediocre e un allenatore che a volte sembra non saper leggere bene la partita (Larsen mezzala è un esperimento da paragonare agli spaghetti alla marmellata di prugna), riesce (quasi) a portare a casa la pagnotta anche grazie ai demeriti altrui.

Il Bologna mostra tutti i suoi pregi (aggressività, trame di gioco interessanti), ma anche molti limiti: un tifoso rossoblu imprecherebbe su Poli per almeno due settimane, al quale non basterebbero due tapponi nelle orecchie per fermare i fischi che lo coinvolgono. Il rigore che regala all’Udinese è un qualcosa che cambia le partite e così è stato.

Certo i felsinei hanno la grinta del loro allenatore e hanno reagito, segnato e sono pure andata vicino alla rete. Musso come sempre si è elevato a migliore in campo, ma anche Pussetto è stato la chiave tattica giusta. E pensare che un secondo prima del gol stava per essere sostituito da Lasagna….Invece l’argentino sa essere più attaccante di tutti i suoi compagni messi assieme. Oltre a fare tanto movimento, trova anche gol importanti.

Tre punti dunque che portano l’Udinese quasi in salvo, ma attenzione perché ora il calendario si fa duro e Bologna, Spal, ma anche Frosinone non molleranno facilmente. Però meglio essere lepri che volpi. Anche se ora servirà furbizia nel saper gestire le partite, anche se complicate, e la classifica.

Juve e Napoli in trasferta in serie si possono affrontare con la giusta concentrazione, ben sapendo che comunque la salvezza passerà anche per altre vittorie: almeno altre tre più qualche pareggio chiave qua e là. Poi si inizierà a parlare del perché da anni alle promesse non seguono i fatti.

Rimangono anche i problemi. Pozzo parla di assenti, noi di presenti. De Paul rimane il solito ibrido, Larsen è buono sulle fasce non mezzala, la difesa è spesso in apnea, Mandragora è un giocatore ancora senza un perché, Okaka è fisico e nulla più. Insomma la rosa è questa e con questa serve fare altri dieci punti almeno.

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