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Repubblica: cos'altro inventarsi per far arrivare le grandi in finale?

Monica Valendino

L'Udinese eliminata in maniera ingiusta dal Napoli in Coppa Italia, a causa anche di due episodi che si sommano a tanti altri (compreso quello subito dall'Empoli), non sono passati inosservati a Repubblica. Maurizio Corsetti nel suo corsivo scrive:

COS’ALTRO bisogna inventarsi, perché le grandi arrivino in fondo alla Coppa Italia senza patire il minimo disturbo? Già entrano in scena solo dagli ottavi di finale, giocandosi la qualificazione in una partita secca, naturalmente in casa loro, hai visto mai che la situazione possa sfuggire di mano. E per scongiurare eventuali golpe dei più derelitti, c’è come il sospetto che un fortissimo gradimento del palazzo possa condizionare, se non proprio orientare, pure gli arbitraggi. Discorso, questo, sempre antipaticissimo, però è stata una settimana troppo piena di indizi per non pensarmale.
Il rigore concesso alla Roma? Inventato. Quello dato alla Fiorentina? Inesistente. L’espulsione del sampdoriano Krsticic contro l’Inter? Esagerata. E al Napoli? Due rigori su Zapata, che per abbatterlo ci vuole un camion. Nel dubbio si sbaglia quasi sempre dalla parte del più forte, è una regola antica come il calcio, ma in questa Coppa Italia sembra una legge biblica scolpita nella pietra, senza deroghe. Solo la Juve, tra le grandi, non ha avuto bisogno di aiutini o aiutoni, travolgendo il povero Verona, ed anzi il favore fatto ai nemici giallorossi ha scatenato crasse ironie sul web, dove si è capovolto il copione classico: quello dei bianconeri non proprio invisi ad arbitri e guardalinee. Il risultato è che nei quarti, a parte il Parma ultimo in classifica, ci saranno solo nomi di un certo rango, e soltanto club di serie A: qui succede sempre, a differenza di paesi più evoluti dal punto di vista sportivo e forse meno inclini a spingere chi non ne avrebbe bisogno, come Inghilterra o Francia. Da quelle parti, in finale di Coppa arrivano ogni tanto formazioni di seconda o persino terza serie, mentre da noi le soffocano nella culla.
Del resto, dopo anni di semi clandestinità, la Coppetta Italia aveva bisogno di un po’ di energia artificiale, altrimenti non la segue nessuno. E allora tutti, dagli sponsor alla tv, cioè alla Rai che ne conserva i diritti, e probabilmente anche a Lega e Figc, piace di più una Coppa che riproponga i duelli e magari gli ascolti del meglio del campionato, o del meno peggio. Non molto democratico ma assolutamente logico. E perché non cambiare il regolamento? Per esempio, si potrebbero sorteggiare dall’inizio le due finaliste, purché abbiano chiuso il campionato tra le prime quattro. Oppure si potrebbe decidere subito per Roma-Juve: andata all’Olimpico, ritorno a Torino, eventuale bella a Dubai, meglio tardi che mai.