L'aria della Nazionale serba potrebbe essergli utile per ricaricare le pile e trovare le energie giuste per affrontare la Lazio, anche perché Brkic si troverà di fronte un portiere del recente passo rossoblù, Federico Marchetti, con il quale alimenterà una interessante sfida nella sfida.
SARACINESCA DIFETTOSA. Fino a ora le cose non sono andate benissimo per il gigante di Novi Sad che ha dovuto masticare amaro in tutte le undici apparizioni con la maglia del Cagliari. L'impresa di tenere la sua porta inviolata gli è quasi riuscita nel penultimo turno di campionato, ma la atroce beffa firmata dall'ex di turno Vecino lo ha condannato a una nuova giornata difficile da digerire. E dire che era arrivato a gennaio con il preciso compito di dare maggiore stabilità al reparto arretrato isolano, un po' troppo vulnerabile per tutta la prima fase della stagione. Evidentemente, però, non era solo la poca esperienza di Colombi prima e Cragno poi a condannare i rossoblù domenica dopo domenica. Tutta la fase difensiva è finita più volte sul banco degli imputati anche se con l'arrivo di Brkic tra i pali, la retroguardia si è sentita un po' più serena. Qualche miracolo l'estremo difensore serbo lo ha pure fatto ma alla fine è sempre dovuto capitolare anche lui.
Brkic deve abbassare la saracinesca per salvare il Cagliari
ALZARE IL MURO. Nelle ultime dieci partite, però, non ci sarà molta scelta perché se è vero che la salvezza del Cagliari passa per le reti degli attaccanti sardi, è altrettanto chiaro come qualche gol in meno al passivo potrebbe rendere tutto molto più semplice. Al cospetto di Anderson, Klose, Candreva e compagni, Brkic è chiamata ad alzare il muro davanti alla sua porta per tentare di contribuire ad un successo che deve essere l’unico obbiettivo della formazione isolana. Non sarà semplice, anche al temibilissimo reparto offensivo biancoceleste, si affiancherà una difesa guidata da un altro ex con i l dente avvelenato come Marchetti, che cercherà di fare il suo dovere. Il divorzio dal Cagliari non è certo arrivato per colpa dei tifosi, dei compagni o dell’ambiente, ma per una incomprensione estiva con l’allora presidente Massimo Cellino che gli costò il posto. Argomenti che non riguardano Brkic al quale interessa solo festeggiare la prima giornata con la porta inviolata, che significherebbe automaticamente conquistare un risultato positivo.
Tratto dal Corriere dello Sport
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