Campione di modestia, il gigante serbo sbarcato a Cagliari non vuole su di se i meriti del periodo positivo della squadra, ma per Zeljco Brkic si stanno semplicemente raccogliendo i frutti del lavoro svolto durante la settimana. Ed è per questo che non si sente affatto un leader in questo gruppo anche se, è innegabile, dall'esterno si intuisce come la sua presenza tra i pali abbia portato sicurezza. Senza nulla togliere a Colombi e Cragno, che avranno tempo di crescere, l'esperienza e la maturità del portiere arrivato in prestito dall'Udinese ha fatto particolarmente comodo.
Cagliari, Brkic: grazie a Zola
Raccomandazione doc. «Io un leader? No sono semplicemente un po' più anziano degli altri in una squadra che ha un'età media molto bassa. Siamo tutti consapevoli che con punti e risultati possiamo tirarci fuori da questa situazione». Di sicuro ha avuto fegato nell'accettare la proposta che proveniva dalla Sardegna perché la squadra che lo cercava navigava in pessime acque, con un terz'ultimo posto e il morale sotto i tacchi. Eppure è stato lo stesso Brkic, tra un autografo e l'altro in mezzo ai tifosi del Cagliari Point di Via Santa Gilla insieme a Cop, Husbauer e Gonzalez, a spiegare come ha preso la decisione. «Il mio modello fin da bambino era Dida ma quando giocavo negli allievi del Vojvodina facevo il raccattapalle e guardavo con curiosità il portiere titolare che era Vlada Avramov. E' stato lui a parlarmi benissimo di società, squadra e ambiente». L'ex numero uno cagliaritano, connazionale dell'attuale estremo difensore a disposizione di Zola, ha fatto la miglior pubblicità possibile alla compagine isolana e Brkic si è ritrovato a vivere senza pensarci troppo, la sua nuova realtà. «Devo ringraziare mister Zola e lo staff per la fiducia. Io sono qui con grande entusiasmo per dare una mano».
Il futuro. Difficile capire cosa accadrà a fine stagione perché dopo il tira e molla con l'Udinese, fatto di cifre importanti, il Cagliari ha strappato un prestito secco fino a giugno quando le parti dovranno incontrarsi di nuovo per delineare il futuro del portiere. Un argomento che resta tabù perché Brkic preferisce stare concentrato sul presente per poi vivere passo dopo passo l'alba della prossima stagione. «Non sono abituato a fare troppe tabelle. Per ora mi interessa solo pensare all'Atalanta, una squadra molto difficile da affrontare e che non ha concesso molto a chi va a giocare sul suo terreno di gioco». Il gigante serbo non lo ammetterebbe nemmeno sotto tortura, ma di sicuro non gli dispiacerebbe mettere una ciliegina sulla torta del suo rendimento (tre partite e sette punti all'attivo grazie a due vittorie e un pareggio) con una gara chiusa tenendo la rete inviolata. «Nel calcio a volte ci vuole anche un pizzico di fortuna e devo dire che fino ad ora mi è andata bene. Non mi interessano i numeri ma sono qui molto determinato per fare bene il mio dovere».
Corriere dello Sport
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