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Gazzetta: Altro che 40 punti, ora ne bastano 31!

Monica Valendino

Il gol di Juanito Gomez in Cagliari-Verona ha fatto alzare in piedi mezza Italia. Praticamente una ola trans-mediterranea. Esultanza a Bergamo, esultanza a Verona - per un gol dei cugini? massì -, esultanza a Empoli, forse anche a Udine e Sassuolo. A 13 giornate dalla fine sono già cominciati i ragionamenti salvezza e in coda ci si marca. Le due sconfitte consecutive del Cagliari hanno abbassato la quota salvezza e in questo momento siamo ai minimi storici: il Cagliari ha 20 punti dopo 25 partite e di questo passo arriverebbe a 30,4. Ok, facciamo 30 perché il decimale inganna ma la conseguenza è chiara: avanti così, alle altre squadre basterebbero 31 punti per restare in Serie A.
LA LEGGENDA DEI 40 Tecnicamente, è un affarone, roba da saldi di fine attività. Il campionato è a 20 squadre dal 2004-05 e la quota salvezza non è mai stata così bassa, se si esclude il 2005-06 con la Juve retrocessa via tribunale. Addirittura, in tre anni si è passati da 37 a 31 punti. Quando un allenatore parla in tv di «40 punti da conquistare», avete il diritto di confrontare le dimensioni del naso con quelle delle vecchie foto: c’è il sospetto che stia mentendo. Al momento ci si salva facilmente con 35 punti. «Noi siamo già a 28 ma abbiamo la necessità di conservare un certo vantaggio - dice Marcello Carli, direttore sportivo dell’Empoli -. Per scelta, giochiamo sempre a calcio e dobbiamo essere leggeri. Non deve cambiare mai il nostro modo di pensare».
LE CHIAVI Le variabili non mancano, altrimenti sarebbe matematica, non calcio, e fuori dagli stadi venderebbero calcolatrici. Il Parma 2007 e il Sassuolo 2014 arrivarono alla venticinquesima con 17 punti, poi trovarono il tasto del turbo: salve entrambe, il Parma addirittura con 42 punti. Il Cagliari ci spera e si augura che il campionato assuma dimensione chiara. In quattro delle ultime cinque, Zola incontrerà Parma, Juve, Palermo, Cesena e Udinese. Se la Juve fosse campione, l’Udinese salva, il Parma e il Cesena già in B, l’intensità calerebbe. Il Parma è ovviamente un discorso a parte, tra l’altro complesso, mentre è più utile chiedersi se un campionato a 18 regalerebbe una classifica meno allungata e più interessante. Per questa stagione, risposta negativa. Il torneo a 18 aumenterebbe livello medio, tempi di recupero e competitività internazionale ma cambierebbe nulla in coda. Senza il Sassuolo, la prima delle squadre salve nel 2014, e il Cesena, l’ultima delle promosse, avremmo due squadre quasi retrocesse e una volata in coda. Tutto addirittura più sbilanciato di adesso. P.s.: nel dubbio, non fate vedere la classifica a Colantuono

Tratto dalla Gazzetta dello Sport