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Inzaghi, un Milan arrabbiato per vincerle tutte


Vincere tutte le partite da qui alla fine del campionato e' possibile, basta crederci e ritrovare lo spirito giusto. Il Milan deve essere 'incazzato' per cambiare le cose e ribaltare la situazione: e' il credo di Pippo Inzaghi che - alla vigilia della partita con l'Empoli - appare piu' sereno anche se combattivo come al solito. Ieri, la visita di Berlusconi a Milanello (dove il presidente mancava da due settimane) ha fatto bene a tutti, una sorta di cura per un Milan che deve uscire dalle secche della crisi. Inzaghi vuole rendere felice Berlusconi che sente vicino soprattutto nei momenti difficili. Converge con lui sull'idea di un Milan giovane e italiano, non e' infastidito dalle voci di nuovi soci nel club e preferisce rimanere in silenzio di fronte alle 'esternazioni' di Lotito. Il resto, compreso il futuro, non rappresenta una preoccupazione per Inzaghi. L'unica priorita' e' vincere: la riscossa deve avvenire da domani a San Siro. "L'Empoli - dice Inzaghi - si batte facendo una grande partita. Noi non possiamo più lasciare punti per strada e faremo di tutto per vincere. Spero che domani la squadra giochi bene al calcio". Bisogna fare punti, risalire anche se l'allenatore esorta a non fare troppi calcoli. In teoria, l'Europa League si raggiunge a circa 64 punti: una media che impone di vincere almeno dieci partite su sedici. Inzaghi guarda oltre: "Io penso che, adesso, non sia giusto guardare la classifica. Dobbiamo ritrovare quelle convinzioni che, in parte, si sono viste nell'ultima partita. Guarderemo la classifica alla fine. Ora dobbiamo credere di poter vincere tutte e 16 le prossime partite. Se siamo stati in grado di far bene fino a Natale, non vedo perché non possiamo farlo ora. Finalmente stiamo recuperando gli infortunati e anche i nuovi innesti ci daranno una mano". Non bisogna mettere limiti per riportare il Milan ai vertici del calcio italiano. Ma serve un cambio di mentalita' e atteggiamento: "Dobbiamo essere incazzati per la nostra classifica. Domani dobbiamo pensare a noi". Grinta, temperamento, intensita': Inzaghi chiede queste qualita' al Milan di oggi mentre Berlusconi ha tracciato ieri l'identikit del Milan che verra', giovane e italiano. La sintonia e' perfetta: "Sono contento che il presidente abbia la mia stessa visione di calcio. Io penso che il mix giusto sia la cosa migliore. Le grandi squadre hanno sempre avuto un'ossatura italiana insieme a grandi campioni stranieri. Ieri il presidente l'ho visto carico, l'atmosfera è buona e spero di far bene. Non vedo Berlusconi lontano dal Milan. Vuole tornare a vincere, ha capito le nostre difficoltà. E' molto intelligente. Nei momenti buoni pretende di più, nei momenti bui ti sta vicino". (ANSA).