Fede e classe lo sorreggono. Sorride e possono essere segnali da interpretare in modo positivo. Nei giorni successivi all’arresto del padre Sebastiao aveva smesso di cinguettare. Ieri Felipe Anderson ha twittato un messaggio biblico: «Se Dio è la ragione per vivere, non avrai mai un motivo per rinunciare». Lunedì aveva postato la foto in cui si ritraeva indossando la nuova maglia con l’aquila stilizzata. E’ tornato attivo sui social l’ex gioiello del Santos, riprenderà il suo posto di titolare domenica al Friuli di Udine. Pioli e la Lazio gli chiedono di riaccendere la luce, di tornare a suonare la musica che aveva scandito i successi di dicembre e gennaio, una scia irresistibile di prodezze. Cinque gol e cinque assist in altrettante partite di campionato, il brasiliano aveva messo la firma sui 12 gol realizzati dalla squadra biancoceleste, trascinando Pioli verso il terzo posto. La frenata si è consumata un attimo prima del suo rientro. Con il Genoa, mossa della disperazione, è entrato nella ripresa senza riuscire a ribaltare il risultato. Ha cercato senza successo quel dribbling che gli riusciva con una facilità sorprendente prima dell’infortunio al ginocchio. Una distrazione al collaterale guarita in tre settimane. Quei 45 minuti gli sono serviti almeno per riprendere confidenza e contatto con il campo, con i contrasti e l’agonismo delle partite vere, non degli allenamenti. L’ultima settimana di lavoro lo proietterà verso l’Udinese e una tappa fondamentale nel cammino della Lazio, che si deve rialzare dopo due sconfitte consecutive.
Lazio, il gioiello Anderson è pronto
Differenze. Rientra in modo diverso rispetto al periodo in cui doveva sfruttare l’occasione per consacrarsi. A dicembre gli aveva spianato la strada lo stiramento di Candreva. Tanti interrogativi ancora pesavano sul suo valore, sino a quel momento inespresso. Prometteva, ma non aveva mai mantenuto. Dalla trasferta di Parma, subito dopo quel gol atteso come una liberazione in Coppa Italia con il Varese, l’esplosione di talento. Roba da metterlo sulla stessa linea di rendimento dei top player europei. Tecnica in velocità paragonabile ai grandissimi come Cristiano Ronaldo e Gareth Bale. Domenica tornerà titolare per prendere il posto di Stefano Mauri, squalificato dal giudice sportivo. E si ritroverà a giocare sotto pressione, perché tutti gli chiedono di tornare subito ai livelli raggiunti sino al derby con la Roma, un assist e un gol, un primo tempo favoloso prima di essere azzoppato da Astori.
Mauricio. Lazio verdeoro come non era dai tempi di Hernanes e Andrè Dias. Già, perché il rilancio di Felipe Anderson verrà accompagnato dal ritorno di un altro brasiliano nel blocco dei titolari. La squalifica di Cana riconsegnerà un posto a Mauricio, classe ‘88, nato a San Paolo, prelevato a gennaio dallo Sporting Lisbona. Acquisto in prestito con obbligo di riscatto per 2,6 milioni di euro. Il club portoghese ha inserito nell’accordo diverse clausole. Percepirà il 20 per cento nel caso di futura cessione del giocatore, ha imposto una clausola di 15 milioni di euro nel caso in cui fosse venduto al Benfica e al Porto, le principali rivali. E’ ovviamente difficile che accada, artifici contrattuali per evitare un giorno di vedere un proprio ex giocatore come vicino di casa.
Tratto dal Corriere dello Sport
© RIPRODUZIONE RISERVATA