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Torino: ora Quagliarella non è più inamovibile

Monica Valendino

Domani pomeriggio il Toro affronterà l'ultima della classe e la seconda peggior difesa dell'intera Serie A, con ben 36 reti subiti (una media di 2 a partita). Il Cesena arriva da 17 partite senza vittorie ed è in una situazione a dir poco disperata. Guai a sottovalutare l'avversario (Helsinki insegna), ma i granata dovranno scendere in campo con la giusta determinazione per portare a casa i tre punti e ritrovare il gol con i propri attaccanti. L'ultima rete, in campionato, di una punta, è infatti quella di Martinez, contro il Palermo; poi a fare la voce grossa sono stati solo Glik e Moretti.

Il miglior realizzatore granata, tra le punte (il capocannoniere assoluto è Kamil Glik), è Quagliarella, fermo a quota quattro reti addirittura dal 19 ottobre, quando andò a segno contro l'Udinese. Dopo il buio: qualche prestazione sufficiente, alternata a tante prove opache, deludenti e di poca personalità. Troppo poco per un attaccante che, dopo tanta panchina, è riapprodato alla sponda granata di Torino per tornare ad essere leader e trascinatore in campo.
Dopo il rigore non calciato (e sbagliato da Sanchez Mino) qualcosa si è deteriorato: da allora il giocatore, giustificato da Ventura ("Generoso concedere la possibilità di calciare il rigore al compagno") ha cominciato a non essere più se stesso.

L'arrivo di Maxi Lopez, che ha mostrato mercoledì in Coppa Italia di avere grande voglia di ritornare ai livelli di Catania, tanto da meritarsi gli applausi del pubblico, aumenta le opzioni del tecnico granata, che ora ha a disposizione quattro attaccanti per due posti, in attesa del tanto agognato trequartista. Difficile fare a meno di Martinez, investimento a lungo termine, in evidente e continua ascesa.  Quagliarella non può quindi dormire sogni tranquilli, perché potrebbe anche finire in panchina a favore di Maxi Lopez e Martinez, senza dimenticare l'opzione Amauri.

A inizio stagione era impensabile pensare ad un Toro senza Quagliarella, ora è più che un'ipotesi. Lo dimostra anche il fatto che la dirigenza non l'abbia etichettato come incedibile e non abbia affatto chiuso la porta all'interessamento della Roma. Quagliarella non ha infinite opportunità per ritrovarsi e dimostrare di avere ancora tanto da dare con la maglia granata addosso. La concorrenza e ampia, il mercato è aperto e gli scenari sono in continua evoluzione.

Toro.it