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Ok, tiriamo una linea. Poi vedremo

Paolo Minotti
si chiede di aspettare prima di giudicare, di dare la possibilità a tutti di esprimersi al meglio e di lavorare in tranquillità

Il calcio è di chi lo ama.

Se lo chiamano lo sport più bello del mondo ci sarà un motivo, e non è solo per lo spettacolo che si vede in campo, ma anche fuori. Il bello del calcio sta proprio qui, ognuno può esprimere la propria opinione, e che sia da bar, da social o da tecnici, è esattamente la stessa cosa. Perché ? Perché nessuno ha la verità assoluta, può essere smentito in ogni momento. Si esprime un giudizio, ci si schiera. Con o contro quel giocatore, con o contro quell'allenatore, con o contro quella squadra. Restano sempre e solo parole. A volte ci si prende, a volte no. L'importante è che ci sia un confronto e a degli input che vengono lanciati si ricevano dei feedback, come si usa dire oggi.

Chi invece è chiamato a rispondere con i fatti ed a usare meno le parole sono i protagonisti e senza cadere nella solita tiritera,vera, del calcio mondo di privilegiati, le critiche, specie nel caso dell'Udinese di questi tempi, se le devono prendere e portare a casa. Sotto il braccio.

C'è della preoccupazione in questo momento attorno ai bianconeri? Si!

Sono state fatte delle scelte discutibili in fase di mercato? Si!

Sono state fatte delle scelte discutibili a livello tecnico? Si!

E' ancora lecito prendere posizione su un particolare momento della squadra o su un giocatore? Si!

Queste critiche sortiranno l'effetto dovuto e serviranno da sprono? Lo vedremo, è quanto si spera.

L'Udinese va sostenuta sempre e comunque durante le partite? Si!

Ora si chiede di aspettare prima di giudicare, di dare la possibilità a tutti di esprimersi al meglio e di lavorare in tranquillità, cosa mai mancata a Udine, e si chiede di ripartire. Benissimo, non ci sarà nulla di più bello che essere smentiti, saremo qua a discuterne ancora.

Ok, tiriamo una linea. Ricominciamo. Poi vedremo.