Bruno Giordano, bandiera della Lazio, in esclusiva per MondoUdinese ha toccato vari punti, tra passato e presente. Partendo da lontano, dal 'maestro' Maestrelli fino a Stramaccioni, altra epoca, ma alcune cose in comune: "Non so se ci sia stato mai un nuovo Mestrelli nel calcio italiano: prima gli allenatori erano diversi, erano gestori di gruppi dove si dava peso all'aspetto umano. Mourinho oggi forse bada meno alla tattica e dà più peso al gruppo. Nell'era moderna gli assomiglia. Stramaccioni certo ha creato un grande gruppo a Udine, e questo lo accomuna a Maestrelli, sta gestendo una squadra che arrivava dall'era Guidolin, non una cosa facile. Le somiglianze le vedo in questo, con un distinguo: vedo Maestrelli come un padre, Stramaccioni quasi un fratello dei giocatori, anche per una questione anagrafica. L'importante per me è coinvolgere gli atleti in un discorso di gruppo: Maestrelli non alzava la mai voce, se non raramente, ma entrava nella testa di tutti. Stramaccioni mi sembra uno molto intelligente e simile in questo tipo di approccio"
Bruno Giordano: Maestrelli e Stramaccioni, un padre e un fratello
Giordano ha giocato contro Zico in quel famoso Udinese-Lazio 5-0 e con Maradona: "Quell'Udinese stava diventando grande, poi nel tempo si è confermata, anche se con una gestione diversa. La Lazio del 1984 era una squadra del dopo Maestrelli, erano anni difficili. Allora il campionato metteva poi tutte nelle condizioni di avere campioni, ma era anche più livellato e se sbagliavi poi retrocedevi. Quel 5-0 rimarrà una partita storica, amara per i laziali, trionfale per l'Udinese. Era settembre, purtroppo quell'anno però non diede soddisfazioni a nessuna delle due"
Giordano, che ha affrontato appunto Zico e giocato con Maradona...."Zico e Maradona due campionissimi: il primo forse sottovalutato, anche per il carattere chiuso, quasi friulano! La sua serietà gli ha portato questo aspetto, Diego è stato semplicemente unico. Entrambi due giocatori che hanno fatto la storia a livello mondiale, questo è indubbio, averli visti da vicino è un onore"
Quelli erano anche i tempi di Chinaglia. Uno come lui oggi manca al calcio italiano: "Giorgio Chinaglia oggi sarebbe stato un leone in gabbia: allora, per esempio, si parlava sempre tranquillamente, oggi sarebbe stato impossibile. Una bandiera per i laziali. Un personaggio che al di là dell'oceano ha fatto qualcosa di incredibile con i Cosmos, un precursore in tutto e uno che era unico in campo"
I Cosmos, proprio la squadra che potrebbe essere quella futura di Di Natale: "Per Di Natale sarebbe una grande cosa: in America si divertirebbero, lui anche. Sarebbe un degno finale di carriera. Glielo auguro, un'esperienza così dopo tutto quello che ha fatto a Udine e per l'Udinese sarebbe la giusta conclusione credo. Non lo vedo come giocatore a metà in Italia"
Infine il presente, che mette in mostra due presidenti, così vicino e così lontani, Pozzo e Lotito: "Pozzo è uno che demanda potere anche ad altri, Lotito un accentratore. Stanno cercando di cambiare il calcio a loro modo, dal mio punto di vista un grande traguardo sarebbe anche se solo riuscissero a fare la A con 18 squadre. Solo questo ridarebbe qualità al calcio italiano, meno compagini materasso, più campioni distribuiti equamente"
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