Un altro protagonista della ‹ mamma di tutte le Udinese › è stato Fulvio Fellet, il libero bianconero dal 1978 al 1981: «Ma io - ci racconta -cercavo di fare qualcosa di più del semplice libero: giocavo spesso avanzato, cercavo di aiutare la squadra in fase offensiva. Ero già allora in linea con i difensori. Il nostro modo di stare in campo si avvicina al gioco d’oggi. Eravamo offensivi, specie in Serie B ». Pordenonese di nascita, per Fellet vestire il bianconero è stato un motivo d’orgoglio: « Sono arrivato dal Treviso. A Udine c’era Giacomini, ma ad essere sincero non so bene chi mi abbia voluto. Dal Cin era colui che trattava tutto in quegli anni. Naturalmente quando uno comincia la carriera da calciatore pensa sempre di migliorare: io, friulano, ho avuto questa possibilità. Vestire il bianconero è sempre una responsabilità. E’ stato un piacere immenso, poi ero vicino a casa! ». Una squadra quella dove ha giocato che a detta di tutti ha rappresentato al meglio il Friuli, anche perché divertivano divertendosi: « Credo che il segreto sia stato il gruppo: i risultati sono sempre figli di questo aspetto, oggi come allora. Noi in quegli anni eravamo degli amici dentro e fuori ». Un calcio quello in un a società completamente differente: « Andavamo in trasferta in treno o in pullman: oggi, in effetti, i giocatori sono troppo coccolati, ma i tempi cambiano ». Proprio i ragazzi bianconeri allora dovevano fare i conti col ‹ Generale › Giacomini: « Ricordo che una volta, eravamo sul treno per andare a giocare a Lecce: alla sera più di qualcuno giocava a carte, Giacomini è entrato in cabina di colpo, e le ha fatte volare fuori dal finestrino! Poi abbiamo vinto lo stesso! ». Era un’Udinese che faceva tremare gli avversari quella: « L’episodio che mi ricordo maggiormente è stato a Pistoia: feci una giocata davvero bella, ricevetti perfino gli applausi degli avversari. Non capita spesso, credo. Eravamo davvero forti, con diversi friulani in campo ».
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Fellet: Abbiamo fatto la storia dell'Udinese!
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