Sicuramente le normative per i controlli per le iscrizioni delle squadre e la salute finanziaria dev'essere migliorato e cambiato. Le attuali norme non sono sufficienti, l'anno scorso col Bari c'è stata una situazione analoga, anche col Parma è accaduto lo stesso. C'è qualcosa che non va nel controllo dei club, serve portare l'esempio francese dove il budget è garantito a inizio anno.
Larini: Udinese in linea con le aspettative. Parma disastro inspiegabile
Spiegare la situazione del Parma e questo debito è difficile: Ghirardi ha preso la società in salute, sono state fatte buone operazioni di mercato, è davvero difficile capire come si è giunti a questa situazione.
E' una tristezza vedere comunque queste cose, specie per un club glorioso: c'è dietro anche la facciata di fornitori e procuratori che reclamano crediti e che stride quello che diceva Gherardi. Fa pensare anche la questione dell'iscrizione all'Uefa. Insomma è successo qualcosa difficile da capire. Ora vediamo se questa istanza di fallimento verrà pagata.
Se mai Il Parma dovesse essere escluso dal campionato sarebbe la prima volta che succede: poi essendo già nel ritorno la prima parte sarebbe valida, la seconda vedrebbe il Parma perdere a tavolino. Vediamo cosa faranno i calciatori prima di decidere la messa in mora: penso che fino all'ultimo aspetteranno, potrebbe anche accedere che la società paghi qualcuno e altri no. Insomma è una situazione complicata.
Dall'altra parte c'è l'Udinese, modello unico nel panorama del calcio italiano: la politica iniziata anni fa, valorizzando giocatori sconosciuti ha pagato, anche se ovviamente non con tutti. Una grande percentuale però è stata valorizzata e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L'Udinese è una società negli ultimi anni è arrivata davanti a club di primo piano. A volte certe critiche a livello locale trovano il tempo che trovano: serve essere realisti e la realtà che ha regalato ai tifosi è importante. Andare oltre si andrebbe alla deriva. Se inizi a tenere giocatori alzando gli ingaggi, si innescherebbe un meccanismo che porterebbe a conseguenze tragiche.
Io penso che la squadra sta mantenendo le aspettative iniziali, quando parli di anno zero con un allenatore nuovo. Poi certi giocatori importanti iniziano ad andare su con gli anni: parlo soprattutto di Pinzi e Domizzi che hanno giocato poco e Di Natale che ha iniziato a vedere la panchina. I punti fatti sono in linea. La preoccupazione di Pozzo nasce magari dalla qualità di gioco che magari non ha dato certezze assolute. La squadra ha iniziato bene, poi ha avuto problemi e si è quindi ripresa, fisicamente sta bene e sta cercando una sua identità. Molti giocatori non va scordato che sono migliorati: Heurtaux, Widmer, Allan sono di valore assoluto. Poi sono arrivati Kone e Thereau, il greco è davvero molto bravo. L'avevamo seguito anni fa, po non è stato preso anche per un motivo anagrafico, ma il suo contributo lo da. L'unica cosa su cui si può obiettare è che non c'è alternativa a Totò, anche i giovani devono maturare, Aguirre e Perica sono scommesse. Il problema è trovare un sostituto a Di Natale. I miracoli li ha sempre fatti, ma non può durare all'infinito, anche se il suo contributo lo darà sempre. Muriel si era capito che a Udine non sarebbe cresciuto per svariati motivi.
In alcune situazione la squadra è stata penalizzata: ma anche nel passato Valeri a San Siro col Milan ci diede un rigore inesistente al 93°, poi in casa col Parma cacciò Inler che prese 4 giornate. Episodi ce ne sono stati, non serve piangersi addosso, le parole di Pozzo sono significative, altrimenti il discorso diventa un alibi. Si guardi oltre e si pensi al gioco che è la cosa importante. Alla fine credo in una compensazione, magari quest'anno è più sfortunato. Non penso a macchinazioni.
L'asticella alzata col nuovo stadio è uno stimolo: ma non dimentichiamo la realtà, Udine rimane una provinciale che ha fatto grandissimi risultati. Il budget degli introiti non permette di sognare, ma essere riusciti ad arrivare in Champions (senza fortuna nei preliminari), penso sia motivo di orgoglio, ma non di certo un obiettivo da raggiungere sempre, altrimenti si perde di vista la realtà.
Fabrizio Larini @Mondoudinese
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