Mondo Udinese Udinese Rubriche L’opinione di... Senza ali non si vola ( Di Lorenzo Petiziol)
L’opinione di...

Senza ali non si vola ( Di Lorenzo Petiziol)


L’aquila vola e l’Udinese resta al palo. Se qualcuno pensa ad un passo indietro dei ragazzi di Stramaccioni ha centrato il problema.
Per restare in tema sanremese i bianconeri hanno steccato. Tanti diesis e bemolle, nessun Do di petto.

Non è facile capire questo retrò bianconero, o forse, è meno difficile del previsto.
Un motivo ci sarà visto che da fine ottobre la squadra friulana non riesce a batter chiodo in casa.

Seguendo l’analisi logica della partita e sottolineando alcune “incertezze” arbitrali, peraltro ininfluenti sul risultato, l’Udinese ha giocato contro la Lazio in maniera antica, spesso dissennata.

Dopo un inizio fin troppo studiato Candreva realizza il rigore del vantaggio con una cucchiaiata vendicativa.

A quel punto ho avuto la sensazione che ai bianconeri sfilassero davanti tutti i torti arbitrali subiti in questo campionato ed invece di reagire abbiano interiormente cominciato a frignare.
Nel secondo tempo la musica è peggiorata e sono comparse le solite ombre ingombranti e dissennate di una squadra senza capo né coda.

Nonostante un sontuoso rientro di Badu , la squadra si è tormentata in un gioco che la Lazio ha gestito senza grandi paturnie.

Persino Allan è rientrato fra i terrestri, mentre Di Natale, gongolava per l’ennesima targa ricevuta per essere il giocatore bianconero con maggior numero di presenze nella storia della Società (470), e Gabriel Silva da una parte e Widmer dall’altra venivano continuamente risucchiati dai diretti avversari.
In difesa abbiamo retto perché lì ci sono due che si chiamano Karnezis e Danilo.

Poco, troppo poco. Mai un raddoppio sull’avversario, mai un’invenzione di Fernandes, ognuno dava l’idea di giocare per conto suo.
Occasioni ? Una, anzi un tiro all’80’. E’ la misura per capire questa metamorfosi inaspettata di una squadra che aveva brillato contro la Juventus, giocato una buona mezza partita a Napoli, svilendo il tutto contro una Lazio più razionale, ma che aveva ancora qualche ferita da rimarginare.

Questa è una squadra che era stata costruita per giocare in maniera diversa, cercando di contenere l’avversario e ripartire come le Freccie di Trenitalia.
Stramaccioni ha provato a darle un altro gioco, ed è giusto che continui a farlo, perché una prestazione non può inficiare un progetto, ma anche lui, e qualcun altro, debbono comprendere l’esiguità della rosa a disposizione e della tipologia della stessa.

Altrimenti ci si confonde, se ad un certo punto si manda in panca Thereau .
L’ultimo che avrei sostituito, l’unico ancora in grado di salire sulle Frecce di Trenitalia e farci arrivare in orario.

Un’Udinese senza gioco, imborghesita più da turbamenti d’identità che dall’avversario.
Prendiamo la sconfitta come un incidente di percorso ? E sia !

Ora cerchiamo di spendere bene le due trasferte consecutiva di Parma e Cesena, senza dimenticare che gli emiliani hanno fermato la Roma in casa e che giocano senza stipendio da quasi un anno.
Come dire, attenti, chi ha fame mangia anche pane rancido.
Contro la Lazio pensavo di prendere il volo, ma l’unico Volo che ho preso è stato quello dei pronostici di Sanremo.

Avrei fatto meglio a puntare il contrario, ma al cuor non si comanda !

LORENZO PETIZIOL

@MONDOUDINESE