Rubriche Editoriali

AAA motivazioni cercasi

Castellini Barbara

C'è una parola che nel calcio fa spesso la differenza. Non è "gol", "fuoriclasse" o "Coppa", ma "motivazione". Il rendimento di una squadra è fortemente legato alla voglia di raggiungere un determinato obiettivo da parte dei suoi elementi. Solo così si spiega la continua metamorfosi da brutto anatroccolo a elegante cigno dell'Udinese.

La squadra è la stessa, eppure un giorno assisti a prestazioni eccellenti come quelle contro Juventus e Fiorentina e un altro vedi i bianconeri crollare sotto i colpi di un modestissimo Cesena. Qual è dunque la reale cifra tecnica dell'Udinese di Andrea Stramaccioni? È un interrogativo che ci siamo già posti nelle scorse settimane e la sensazione è che la stoffa non manchi. Magari la coperta è un po' corta e non sono state messe le toppe sui "buchi" (la cessione di Muriel su tutti), ma i valori non mancano. Spesso, invece, difettano le motivazioni. Il bagliore dei riflettori che può offrire la sfida con la capolista conquista molto di più che espugnare il campo di una squadra che lotta per non retrocedere. È una constatazione inconfutabile. Ed è uno dei limiti non solo dell'Udinese targata Strama, ma anche di quella del passato. Eppure se non raccogli certi punti non puoi conquistare trofei nè meritare troni dorati nell'Olimpo del calcio. Solo quando l'Udinese riuscirà a superare questo importante esame di maturità potrà tornare tra le grandi, come avvenuto nel recente passato. Questione di mentalità. Come sottolineava Stramaccioni in un incontro con i giornalisti organizzato dall'Ussi, in Germania ci sono squadre come il Bayern Monaco che si allenano quotidianamente a 100 all'ora, che mantengono ritmi alti anche in amichevole, che non perdono terreno nemmeno negli incontri amatoriali. Perchè la voglia di vincere viene prima di tutto, sempre. E per quanto riguarda l'Udinese l'accento va posto su "voglia", non su "vincere": quando i giovanotti bianconeri riusciranno a interiorizzare completamente questo concetto riusciranno a fare il salto di qualità che tutti attendono con trepidazione. La motivazione prima del risultato, la squadra prima del singolo. Una semplice questione di gerarchie.