Rubriche Editoriali

Addio Totò...

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C'è prima l'incredulità, poi il dispiace e infine la rassegnazione. Macchiata comunque da scetticismo, nonostante tutti praticamente si uniscano al coro e dicano che è cosi, non c'è soluzione. La notizia dell'addio di Di Natale all'Udinese passa attraverso tutti questi stadi in pochi attimi, creando un subbuglio mattutino nell'animo del tifoso friulano assolutamente non idilliaco. E queste fasi si intrecciano all'infinito nel giro di pochi minuti, senza trovare risposte.

Sarà anche la millesima volta che il Capitano annuncia l'estremo passo, ma oggi ha un sapore diverso. Sarà perché è un'indiscrezione "rubata" dai piani alti, raccolta dai discorsi tra Pozzo e Totò, e non fatta dallo stesso giocatore direttamente ai microfoni, dopo una serie sfortunata di partite com'è già capitato. Non si fa nemmeno in tempo a leggere gli articoli a riguardo, tra giornali e siti web, che il brusio dei sociale network si accende, nell'ennesimo annuncio di addio tra il numero 10 e club.

E c'è ancora una cosa che fa male. E un po' quello che devono aver provato gli juventini quando Del Piero fece i bagagli e partì per altro capo del mondo, in Australia. Però quella scelta fu condizionata al 99% dalle decisioni già fatte da Andrea Agnelli sul suo contratto, che non glielo avrebbe rinnovato e lo annunciò senza che Pinturicchio lo sapesse. Con Di Natale è diverso: Pozzo aveva già in agenda di trattare almeno ancora una stagione. E il possibile passaggio dell'attaccante campano in altri campionati, probabilmente quello saudita, lascia un po' l'amaro in bocca ai tifosi.

Il bomber aveva espressamente dichiarato più volte di voler tirare gli ultimi calci al pallone solo in Friuli, terra a cui è legato ormai da tantissimi anni. Poi si sarebbe dedicato totalmente alla sua scuola calcio, passione che lo ha convinto a rimanere in regione parecchie volte. E perché adesso scegliere i petroldollari? Perché rifiutare Juventus, Milan, di giocare con continuità sui campi europei e guardare ora a campionati "di periferia", come l'Arabia Saudita, Emirati Arabi o la Major League americana?

Ci sono quindi due possibilità: o è un bluff, generato da sfoghi momentanei e alimentato dalle chiacchiere da Bar Sport, oppure il Capitano ha cambiato idea in questi ultimi mesi e la cosa è quindi molto forte. Comunque sia, non si può certo biasimare Totò: le sue annate a Udine sono state tante, molte di più le perle di gol che ha lasciato nei ricordi di tutti e già grandi nomi hanno fatto una scelta simile. Per cui, in attesa di smentite o conferme ufficiali, si può solo sperare che da tutto questo possa fiorire un futuro sostituto dell'attaccante di Pomigliano d'Arco: una rosa nel deserto, poetica come le magie sul campo di Di Natale.

©Mondoudinese