Http 404 page not found. Quante volte vi sarà capitato di digitare un indirizzo web non corretto - o di una pagina che non esiste più - e all'improvviso vi è apparso uno spazio bianco con questo codice. Probabilmente subito dopo avrete controllato di aver digitato correttamente l'indirizzo, oppure avrete cercato la soluzione su Google o semplicemente vi siete arresi cambiando ricerca. Così è anche l'Udinese, che in modo sistematico continua a incappare negli stessi errori, che attualmente appaiono insormontabili. Dopo la buona prova offerta con il Palermo, terminata senza punti solo per la mancanza di precisione negli ultimi metri, domenica sera i bianconeri hanno compiuto un incomprensibile passo indietro. Le premesse per fare bene c'erano tutte: la Lazio veniva da un momento non facilissimo e doveva inoltre fare i conti con alcune pesanti assenze, mentre l'Udinese, con la sola eccezione di Guilherme (volato a San Paolo per proseguire la riabilitazione post-intervento), si presentava nelle migliori condizioni per replicare il successo di dodici mesi fa. Ma la storia è andata decisamente in maniera diversa. Il centrocampo "anemico" fatica a produrre palloni giocabili per gli attaccanti (e non pensiamo che Guilherme possa risolvere il problema da solo), le fasce si esprimono a momenti alterni, gli attaccanti faticano più del dovuto a trovare gli spazi - quanti tiri in porta hanno collezionato complessivamente Zapata e Thereau? - e la difesa si ritrova spesso in affanno. Così anche contro la Lazio più modesta degli ultimi anni, che però ha una panchina interessante, l'Udinese è scivolata a terra. E questa volta la caduta ha fatto rumore. Non ci siamo. La vittoria all'esordio con la Juventus aveva illuso un po' tutti, inutile negarlo. Ma subito dopo è arrivato il blackout e in pochi istanti sono ricomparsi i fantasmi dell'ultima stagione di Guidolin e di quella successiva con mister Stramaccioni in panchina. Cambia il timoniere, ma l'errore di sistema persiste. Perchè in tre anni la società friulana non è riuscita a individuare un regista in grado di dettare i tempi, di fare da collante tra difesa e attacco, di illuminare il gioco. In compenso ha trovato un attaccante, Zapata, che riesce a coniugare bene forza fisica e velocità. Sulla carta Duvan potrebbe diventare un centravanti devastante. Sempre che riesca a inquadrare la porta... Disquisizioni a parte, senza un faro nel mezzo, Colantuono sarà costretto a inventarsi qualcosa. Magari cominciando a modificare il sistema di gioco, che convince sempre meno. In questo momento, infatti, potrebbe essere più utile schierare un assetto difensivo a quattro, vista l'abbondanza di esterni e le difficoltà della squadra di mantenere l'equilibrio in campo. Sarà interessante osservare in settimana quali saranno le contromosse di Colantuono a questo momento di stand-by dell'Udinese. Tre punti in tre giornate non fanno scandalo - considerando il calendario tutt'altro che agevole - ma sabato al Friuli arriva l'Empoli. Superfluo dire che un nuovo "errore di sistema" non è contemplato. A grande ex Di Natale il compito di trascinare l'Udinese verso un risultato positivo, senza se e senza ma.