Mondo Udinese Udinese Rubriche Rubriche Editoriali Il dopo Di Natale non può essere una scommessa
Rubriche Editoriali

Il dopo Di Natale non può essere una scommessa

Monica Valendino

Come riportato ieri, Totò Di natale ha deciso e questa volta sembra in maniera irremovibile, anche se il passato insegna che con lui mai dire mai. Però le offerte che ha ricevuto per chiudere la carriera con un una montagna di soldi per un ingaggio in un campionato dove deve solo divertirsi sembrano, per dirla alla 'Padrino' irrinunciabili.
Quella degli emiri e quella americana, con la prima che sembra più affascinante per Totò. E mentre l'anno scorso la società si muoveva in blocco per sminuire il mal di pancia del capitano, ora c'è sì qualche frase su un possibile ripensamento, ma si cerca anche di affrontare la realtà. Con Quagliarella che torna prepotentemente di moda.  "Quagliarella è un’eventuale soluzione per l’estate, comunque l'erede di Di natale deve avere sui 27 anni" afferma il ds Giaretta.

Del resto Stramaccioni nn può andare avant con un progetto solo con giovani scommesse, per arrivare al suo sogno, quello di giocare con 3 punte (come faceva nelle giovanili) servono ali adatte a coprire tutta la fascia, due attaccanti che si sacrificano e una prima punta. Non sappiamo se questo progetto sarà realizzabile già il prossimo anno, ma da qualche parte si deve cominciare.

Anche perché Widmer ha molte richieste e l'Udinese si è già cautelata con Ednilson che tornerà alla base. Ma, se per Allan, tecnico e club cercheranno di convincerlo a desistere alle offerte (più che lo stadio servirà proporre un progetto sportivo di crescita), per Heurtaux non ci sono accordi, ma la Roma è più di un'ipotesi.

Insomma come abbiamo già scritto, Pozzo ha promesso che col nuovo stadio si deve alzare l'asticella: non potendolo fare solo con le giovani scommesse, serve una risposta. L'epopea Di natale sta volgendo al termine, non si sostituisce un campione con una nuova leva da formare, così come assieme a lui non ci si può permettere di perdere troppi pezzi. Il bilancio permette ben altri ragionamenti, Stramaccioni per far crescere la sua 'creatura' necessita di certezze.

Tornando su Di Natale, un monumento gli andrà fatto, ma con una squadra che è fondata ancora su di lui, con un piccolo grande sogno europeo che si sta aprendo dopo le nuvole, perché puntare i piedi adesso? Capiamo che la rivoluzione che sta attuando strana coinvolge anche i senatori, ma Pinzi, per esempio è voluto stare in panchina a Napoli anche solo per tifare.  Insomma, preparare il club è doveroso, ma il momento da scegliere è altrettanto importante.

©Mondoudinese