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Le riforme e l'Udinese: cambiare molto per non cambiare nulla

Monica Valendino

Mentre a novembre sono state approvate dalla Figc le nuove norme, dicendo anche sì a uno dei punti più discussi, ovvero il limite a 25 per le rose sul modello Uefa, e al nuovo fair play finanziario interno che dovrebbe portare (o costringere in un tempo ancora da stabilire) le società al pareggio di bilancio. Ecco le norme così enunciate nel comunicato ufficiale della Figc e cosa cambierà per l’Udinese.

1) Rose delle squadre di Serie A a 25 calciatori, di cui 4 cresciuti in Italia e 4 cresciuti nel vivaio del club per cui sono tesserati, libero tesseramento degli Under 21 (la stragrande maggioranza è italiana).

Per l’Udinese in questo caso il problema non è da poco. si è già iniziato a lavorare per ridurre la prima squadra, è inevitabile che quando Stramaccioni parla di ‹ Anno zero ›, lo fa con cognizione di causa non solo per l’eredità ricevuta da Guidolin del lavoro che sta facendo sul campo, ma anche alle scelte da fare in un futuro molto vicino. Sui 4 giocatori cresciuti i Italia non c’è nessun problema, per i 4 del vivaio bisogna fare attenti, perché ad esempio Vutov, la stellina appena convocata con la Roma, è a Udine da due anni. Non basta: sere che siano giocatori che sono cresciuti in Friuli da almeno 4. Scuffet, Meret sono i primi nomi, poi si troveranno altri, ma no è detto che ammortizzino il gap con la Serie A nello stesso modo in cui l’hanno fatto i due portieri. Sugli U21, sicuramente aumenteranno i prezzi, si dovrà fare una politica, magari pensando ai naturalizzati come Battocchio che potrebbe rientrare in Friuli anche per questo: U21, cresciuto nel vivaio bianconero, italiano.

2) Riforma dei cosiddetti giovani di serie; il giovane extracomunitario al primo tesseramento deve essere residente in Italia ed essere entrato nel nostro Paese con i genitori non per ragioni sportive e comunque aver frequentato la scuola per almeno 4 anni (tali calciatori non possono essere utilizzati per la sostituzione di un nuovo calciatore extracomunitario);

Una riforma che letta così per l’Udinese: sono moltissimi gli extracomunitari arrivati al primo tesseramento, per cui diventa inevitabile il ‹ parcheggio › a Granada o al Watford, come fatto, per esempio, per il neo arrivato Layun, terzino che potrà far comodo all’Udinese il prossimo anno.

3) La sostituzione del calciatore extracomunitario sarà possibile solo nel caso di esistenza del contratto da professionista da almeno 3 anni (dal 2012).

In questo caso l’Udinese non è penalizzata in nessuna maniera, servirà solo comprare bene per evitare meteore.

4) Serie A a 18 squadre: è l’ultimo annuncio di Tavecchio. Entro il 2016 si vorrebbe iniziare la riforma dei campionati, per l’Udinese è un problema solo se sbaglia acquisti. Col nuovo stadio Pozzo ha addirittura rilanciato dicendo che non si dovrà più parlare di salvezza. Certo, mancheranno le ‹ squadre materasso › ma questo è un bene per lo spettacolo. E per l’Udinese che per tradizione fatica più con queste che non con le grandi.

5) la tecnologia: anche qui Tavecchio l'ha promessa. Ma ci credete? Provate a leggere qualche pagina dei giornali anni '80, quando le tv entravano sempre più prepotenti nelle vostre case, per comprendere quanto l'argomento moviola faccia comodo. Meglio inserirlo in una pagina di giornale o tra un'immagine e l'altra perché così lo spot fa effetto. In campo cosa fareste? Parlereste col vicino in attesa di una decisione che poi, ugualmente, mette a dura prova la vostra fede nelal giustizia. Perché siamo italiani, diffidenti per natura. Ci crediamo furbi, ma invece non lo siamo, e la riforma tecnologica nel calcio, che l'Udinese chiede da tempo, non da ieri, rimane come idea da discutere, anch'essa per riempire le pagine dei giornali o riempire i dibattiti tv.

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