Mondo Udinese Udinese Rubriche Rubriche Editoriali Ma l'Udinese farebbe bene a comprare?
Rubriche Editoriali

Ma l'Udinese farebbe bene a comprare?

cdtsistemi

Mai come in questa stagione il mercato invernale dell’Udinese sta tenuto banco. E’ chiaramente un anomalia per diverse ragioni: la società friulana si muove in estate per comprare e in inverno per svendere ed eventualmente programmare per la stagione successiva. Ma l’aria pare cambiata. Già lo scorso agosto più di qualcuno si è stropicciato gli occhi quando l’Udinese ha comprato giocatori già rodati come Kone, Thereau, Piris e Belmonte (più la conferma di Karnezis). Ora pare che in inverno si debba spendere come mai fatto prima.

A spingere per un acquisto importante sia Stramaccioni che Di Natale. Il capitano si è stancato di "bambocci" (mi scusi chi si sente preso in mezzo anche nella lontana Genova) che poi falliscono gli appuntamenti importanti. Il bomber è vicino alla fine della sua carriera e vuole vincere qualcosa, vuole chiudere stando su palcoscenici importanti, e quale migliore anno di questo, dove mezza serie A è in crisi e la classifica si è notevolmente accorciata, specialmente nella parte alta? Stramaccioni ha voglia di vincere, che però non significa necessariamente essere un vincente. Vorrebbe ripetere in seria A quanto fatto con i settori giovanili. Solo che qua occorrono quei soldi che l’Udinese non ha… o non ha intenzione di investire.

L’impressione plausibile è però che qualcosa sia cambiato: pochi anni fa nessuno degli allenatori dell’Udinese si sarebbe permesso di dire alla stampa che servono giocatori. Ricordate? Zaccheroni lanciò Appiah e Marino Asamoah proprio nei periodo di infortunati. Guidolin fece esordire Zielinski e Scuffet. La società, negli ultimi anni, ha ringiovanito l’età media degli investimenti e la Primavera è piena di giovani di buone speranze. Perché non dire a chiare lettere all’allenatore di lanciare qualche ragazzino da valorizzare?

Invece, con parziale sorpresa di alcuni e speranza di altri, pare proprio che la società si stia muovendo per cercare di arrivare a un giocatore importante. Quagliarella? E’ lui quello sponsorizzato dal capitano. Amici di lunga data, formano una delle coppie gol più belle, meglio integrate e più sottovalutate del calcio italiano.

E’ ipotizzabile che il Paron, giunto a una certa età senza un trofeo importante da mettere in bacheca, voglia giocarsi un posto in Europa proprio nell’anno dello stadio nuovo. Passerebbe alla storia non solo per i venticinque a passa anni consecutivi in seria A, ma il suo nome rimarrebbe negli annali del calcio friulano per sempre. Beh, se questo è il pensiero di Pozzo, stia tranquillo: anche se il Friuli è freddo e umido, sotto quella cenere cova ancora un cuore forte, che batte all’unisono per quel burbero, romantico e coraggioso imprenditore che rilevò l’Udinese quando pareva dover scomparire e la ha portata nel salotto buono del calcio italiano.

Stramaccioni, furbescamente, ha capito che tira una buona aria. Ha alzato le vele delle richieste e attende alla porta. Avere un attacco con Di Natale, Quagliarella e Thereau sarebbe una spina nel fianco per qualsiasi squadra e il giovane allenatore potrebbe finalmente attuare il tipo di calcio a lui più congeniale: quello d’attacco e d’arrembaggio. La metamorfosi dalla squadra dell’anno scorso sarebbe completa.

Ma è giusto spendere soldi nel mercato di gennaio? A Stramaccioni è stata data una squadra da Europa. La classifica è deludente rispetto alle aspettative, per due motivi. Primo, perché quest’anno gli arbitri ci hanno tartassato alquanto. Secondo, perché Stramaccioni stesso è reo di aver perso molti punti in casa contro squadre a dir poco mediocri. Fra Cesena, Chievo, Verona e Cagliari abbiamo perso almeno cinque punti, che ci porterebbero al giro di boa con 29 punti, in piena zona Europa. Allora, un investimento sarebbe ponderato, e non scriteriato. Il primo responsabile di una risposta negativa della società a nuovi acquisti è proprio il tecnico romano, che abbiamo imparato a stimare ed apprezzare per il coraggio e la voglia di meritocrazia, ma che ha ancora parecchio da imparare. Nel ritorno, giocheremo in casa partite difficili e fuori le partite "facili": c’è dunque da ipotizzare un calo di punti rispetto ai potenziali 30 della squadra. Diciamocelo chiaro e tondo, l’Europa è svanita nei rigori dati al Cesena e al Cagliari, nella sconfitta contro il Verona più che nei torti arbitrali subiti (seppur lampanti al limite del dubbio legale).

Se avessimo girato a 30 punti, siete davvero sicuri che il Paron si sarebbe lasciato scappare non solo Quagliarella, ma anche un bravo regista? Con una squadra che arriva nei primi posti, Allan, Widmer ed Heurtaux avrebbero visto il loro prezzo di mercato esplodere.

Stramaccioni è stato chiamato a Udine per compiere un ciclo, basato su una programmazione finalmente più spinta verso l’ambizione. Difatti, se andiamo a vedere l’età media degli uomini in campo o subentrati a partita in corso, non credo che l’Udinese abbia più i dati degli anni scorsi. Stia tranquillo, lanci qualche giovane e il prossimo anno, con i ritorni di Angella, Zielinski e Nico Lopez, con un tasso tecnico elevato rispetto quest’anno, con maggiore esperienza lui stesso, potrà davvero ambire a vincere qualcosa. Ad arrivare in alto in classifica. Tanto le crisi di determinate squadre non sono passeggere ed altre avranno sempre più problemi con i bilanci (proprio su quella sponda ligure che va tanto di moda quest’anno, basta controllare i dati dei conti economici e degli stati patrimoniali). La meritocrazia che lui ha portato nello spogliatoio, è giusto che la società la segua con lui.

Abbandonare la programmazione intrapresa quando i risultati non lo giustificano è pericoloso, come giocare l’ennesima mano a una roulette che non ci fa vincere.

Infatti è arrivato Perica, 20 anni, tanta voglia di rilancio: la politica continua.

©Mondoudinese