Napoli-Udinese è una partita importante, importantissima: Stramaccioni ci tiene tantissimo a passare il turno. Si tratta di prestigio, una forma di autodeterminazione della squadra a dimostrare che anche se nessuno l'aiuta sul mercato per ora, è capace di fare grandi cose, di voglia di non cadere nell'anonimato totale senza coppe e in mezzo alla classifica.
Ma mentre la squadra, il presidente Soldati e il ds Giaretta si dimostrano combattivi su questo fronte, sul mercato il club sembra indeciso, sospeso tra futuro e presente. Già perché Gino Pozzo, parlando di questo anche con Stramaccioni sia ben chiaro, oltre che con l'intero staff che si occupa di questo ha già gelato alcune basi per il futuro o lo sta facendo. In quest'ottica si leggono gli acquisti di Insua e Layun per ora parcheggiati a Granada e Watford, ma tratta anche Perica.
Napoli, Udinese, Di Natale, Quagliarella, un destino sotto il Vesuvio
E' l'emergenza? Quagliarella, come detto piace, ma nessuno vuole fare follie nonostante la spinta popolare e non solo. Già, perché a voler portare a Udine il suo amico è anche Totò Di Natale, che a quanto dice qualcuno sarebbe disilluso e senza voglia di far crescere nuove scommesse. Per lui e come detto anche dal Paròn, col nuovo stadio (pronto per dicembre 2015) ci dovrebbe essere un salto di qualità, con l'Udinese non più 'costretta' a vendere, ma che vuole porsi come squadra che punta direttamente all'Europa.
Però se da una parte si guarda ai giovani, dall'altra la squadra in pieno ricambio generazionale, dovrebbe avere anche nuovi leader. Quagliarella incarnerebbe questo. E Totò lo sa, perché ha capito che la 'vecchia' guardia formata da Pinzi e Domizzi, come già scritto tempo fa è sul viale del tramonto: ancora importanti, ma che come ogni bella cosa prima poi invecchia e con gli acciacchi e motivazioni tecniche, deve lasciar spazio ai nuovi che devono maturare e diventare leder. Nel frattempo il solo Di Natale non basta a tenere botta nello spogliatoio. Una squadra che vuole competere a certi livelli ha almeno un uomo d'esperienza per reparto.
E se a centrocampo appare chiaro che quest'anno il solo Allan tra i centrali si sta elevando, servirebbe almeno dare sostanza all'attacco: per esigenza e per regalare esperienza. Aguirre avrà anche una scheda nobile, ma è inesperto e tutto da scoprire.
Insomma Quagliarella è il nome ideale, fatto da più parti, addetti ai lavori compresi.
La società tentenna, non vuole svenarsi e sa che il Torino non cederà di un millimetro perché conosce la situazione d'emergenza dell'Udinese. La volontà del giocatore è importante, ma Cairo vuole due punte prima di cedere Fabio.
Di Natale da Udine più che spingere che può fare? Semplice, rinunciare a giocare nel nuovo stadio e concludere la carriera a Empoli, o forse negli Emirati Arabi. Insomma raggiunto Baggio, fattibile in questi mesi, addio al bianconero. A meno che...A meno che la società non gli dia garanzie davanti. E' logico che Aguirre non può bastare e il capitan con Thereau non possono fare la differenza quando il Sassuolo attualmente ha 6 attaccanti in rosa, compreso quel Pavoletti che molti indicano come alternativa a Quagliarella. Un nome che a giugno era sulla bocca di tutti, oggi è sul mercato.
Intanto serve anche altro: M'Vila sembra volere la Premier, ma in mezzo serve qualcosa, così come in difesa dove spuntano vari nomi: Zouhair Feddal, ora in prestito al Palermo, ma di proprietà del Parma e Danilo Ortiz, 23 anni, del Cerro Porteño. Il tutto mentre le altre si muovono.
Insomma Napoli-Udinese paradossalmente potrebbe diventare un'arma a doppio taglio: se l'Udinese passasse, ovviamente Stramaccioni avrebbe fatto un altro prestigio, ma a quel punto molti - erroneamente - si potrebbero chiedere se davvero serve qualcosa. Se dov'essere essere eliminata, cosa si poteva fare? O meglio cosa si può fare?
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