Andrea ‹ Copperfield ›Stramaccioni. Il mago di Udine, colui che da 15 uomini sulla barca (come nella canzone dei pirati), sfida anche i mari più tempestosi. E nella apparente placida Udine non mancano onde anomale.
Stramazzate
Intanto partiamo dalla fine. Dagli spogliatoi del San Paolo, di carta pesta, è vero, che lasciano trapelare quello che di solito rimane, invece, dentro le quattro mura più segrete che il mondo conosca dopo Guantanamo, i campi nordcoreani, quelli dell’Isis e qualche altro meno importante di quelli calcistici.
Dove segreti e bugie si confondono: per necessità, he diventa virtù. Strama ha stramazzato i suoi per il 3-1 subito. O meglio non per il risultato, ma per l’atteggiamento subito dopo la terza rete, dove c’era tempo e modo per reagire.
Ha ragione Strama: la tensione va tenuta alta così, ricordate Zac e Spalletti? Stessi metodi, i risultati tutti li conoscono. I grandi allenatori sanno usare bastone e carota, sanno motivare, rincuorare, ma anche scuotere. Perché a Udine c’è la strana sensazione che non appena iniziano a piovere i complimenti, poi, ci si adagia.
Sarà mica per il mercato? Perfino il buon Strama che ha due anni con l’Udinese deve smentire voci: « Io al Napoli? No, io ho contratto con l'Udinese, sto benissimo qui. Rispetterò il mio contratto se i Pozzo vorranno ». I Pozzo vorranno? Sì, certo che sì, perché un allenatore così perderlo significherebbe azzardare chissà cosa e dimostrerebbe che la scelta non era unanime e voluta. Insomma, non si dia spazio a queste voci e non si facciano certe domande.
Poi che a qualche collega illustre piaccia tentare lo « sggooob » per poter dire, ‹ l’avevo detto io › è altra questione.
Rimane però il mercato come sottofondo non gradito: prendete Allan, per il quale a Napoli tutti hanno chiesto se a luglio vestirà l’azzurro. Purtroppo prendiamo atto che, invece, di seguire alla lettera le ambizioni di Pozzo (‹ col nuovo stadio via solo chi se ne vuole andare e al massimo u giocatore ›), si apre, si lascia intendere tutto e il contrario del tutto. Farà anche parte del gioco (non quello sul campo, quello dirigenziale e mediatico), ma i cosiddetti cojones dei tifosi iniziano a girare pericolosamente. perché sì, a Udine ci siamo illusi che davvero uno stadio possa finalmente far alzare l’asticella. Certo senza follie, certo lasciando partire chi non vuole il bianconero, cero sapendo che il bilancio sano è la pietra angolare di una società, certo sapendo che un club come l’Udinese non può fare proclami come il real Madrid. Certo tutto, ma a tutti c’è un limite. Perché, diciamolo, l’asticella si poteva alzare anche senza stadio. Qualcuno sostiene che quando è stato fatto poi si è rischiata la B, ma non basta un proclama per arrivare a certi obiettivi: serve coniugare questo a tanti aspetti.
Torniamo ad Allan: ha un rapporto ottimo con Strama, il tecnico potrebbe tranquillamente convincerlo a rimanere un altro anno. Ma per tentare di vincere qualcosa. Tentare, sia ben chiaro, perché la vittoria è per uno, come in ‹ Highlinder ›, gli altri sono solo secondi, come Matteo. Non Renzi, quello un po’ più famoso. Ma senza l’aiuto della società può poco.
E la società, se da un lato non può dire ai quattro venti chi vuole, non può nemmeno lasciar intendere che lo status quo non cambierà, che Udine vive in una perenne restaurazione dove da una parte hai una apparente ricchezza, dall’altra ti tolgono la voglia di sperare.
Perché da tifosi, non ce ne abbiate per questo, sperare non è un delitto. Non è nemmeno vietato, non è andare contro i propri colori come qualcuno vorrebbe sostenere, non è essere ignoranti. E’ semplicemente nutrirsi di quello che il calcio ancora offre. Poco, ma l’unica incertezza per la quale vale la pena viverlo. Chi di voi non ha mai provato a sognare cosa si proverebbe vincendo uno scudetto? Suvvia, non fate i timidi.
Rimangono le magie di Strama, che stramazza i suoi, fa bene, ma a loro favore lasciateci spezzare una lancia: 15 titolari in tutto sono una miseria tale che il Parma stava pensando di prestare qualcuno. In A non si può competere così a Napoli, ma nemmeno a Empoli. La bravura di Strama e della squadra è stat fare 28 punti, giocando nell’ultimo mese un bel calcio (alla faccia di…), andando in tilt dopo l’autogol di Thereau, fatalità l’unico attaccante rimasto a disposizione di sta,a
Perica e Aguirre? Se per qualcuno sono pronti, va bene, ma Stramaccioni non è così stolto da lasciarli fuori se davvero fossero già pronti. Anzi, il suo sogno sarebbe giocare come faceva nelle giovanili, col 4-3-2-1, insomma alla Zac. L’ambizione non gli manca, la forza di tenere in mano lo spogliatoio nemmeno: gli manca qualche certezza. Speriamo che gliela si dia, così anche i tifosi possono cercare di sperare. Suvvia, non è molto. La politaa non si cambia solo col nuovo stadio, ma anche con la comunicazione: se sarà Allan il prescelto a dover andare, bene, ma non lo si accenni ora. Fino a prova contraria sono tutti dell’Udinese e con un contratto (e una maglia) da onorare. Quello che sta insegnando Strama, ma serve una mano, non credete?
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