C'era un coretto, passato apparentemente un po' in disuso, che dovrebbe essere riproposto: "La gente come noi non molla mai". Sì, perché c'è una strana aria che gira attorno all'Udinese. C'è un'immagine, bellissima, di un vecchio film tratto da un altrettanto bellissimo libro, 'La storia infinita'. Chi ha qualche anno lo conosce. Ebbene quando Atreyu con il suo cavallo Artax si avventa nelle paludi dell'eterna tristezza o sei motivato e pensi positivo o sprofondi. L'Udinese sembra essersi avventurata suo malgrado, per non essere catturata dal 'Nulla', in questa sorta di paludi.
La cosa che più salta all'occhio è che mentre voi lettori così gentilmente porgete il vostro tempo a queste righe, il nostro pensiero va a temi molto ampi. Domande che sorgono quando tutto sembra andarti storto: chi è davvero con me? Chi mi sostiene? Non chiedo altro che un po' di aiuto, normale.
Udinese, la storia infinita
Enfatizzare le emergenze è sbagliato, ma quando sei immerso in questa palude, tra il grigio del cielo e gli alberi spogli, quando vedi sprofondare le certezze che avevi, allora i dubbi eccome che ti arrivano di soprassalto.
L'Udinese ereditata da Andrea Stramaccioni, è figlia di quella che ha gestito per quattro anni Francesco Guidolin: c'è un normale cambio generazionale in atto, ma questo comporta anche la ricerca di nuovi leader. E chi non ha il coraggio o il carisma per diventarlo, beh allora non puoi inventarteli.
Allan sta crescendo, ma commette anche errori: sia però chiara una cosa: se in panchina ci fossero stati cambi, i giocatori come lui arrivati all'ottantesimo esausti non avrebbero fatto l'errore di cui si è preso la responsabilità. Se ci fossero stati difensori all'altezza (venduti Belonte e Coda rimane Bubnjic), al posto di Domizzi sarebbe entrato un arretrato di ruolo, senza dover spostare Piris che stava facendo molto bene sulla destra.
Se davanti ci fossero stati ricambi, magari Thereau che stringe i denti da due settimane forse quel maledetto terzo gol sarebbe arrivato.
Ma non è così e la palude è lì, tu cerchi di gridare, di dire 'Forza!', ma senti che non può dipendere dalla foga con cui calchi i tasti. Nemmeno la voce arriverebbe così lontano.
Serve altro. Però intanto è già tempo di pensare al Napoli: come? Con coraggio, perché in queste condizioni è l'unica vera arma a disposizione. Ma c'è anche qualcos'altro che Stramaccioni h costruito: il gruppo, che si ritrova ad abbracciarsi assieme alla panchina dopo la rete del momentaneo 2-1. Da anni non succedeva, certe situazioni ti uniscono più che mai o ti divido o e ti fanno sprofondare.
A questo punto i risultati, come non mai o forse come sempre nel calcio, possono aiutarti a tirare fuori Artax: a Napoli, con una furia di squadra, in una partita secca, in una competizione che non porta punti, ma solo speranze.
Quelle di cui ha bisogno l'Udinese di oggi, quelle che da sola sembra non riuscire a trovare perché troppi sono gli episodi che l'hanno penalizzata. Ognuno avrà le sue colpe, ma quando dai tutto e sbagli è diverso di quando tiri il culo indietro e fai lo stesso. L'Udinese di Strama nelle ultime gare, dopo essersi montata forse un po' la testa, è unita più che mai. Ma è umano sbagliare, specie se sei in queste condizioni.
Ma la storia se dev'essere infinito, deve anche avere sorprese, non solo piccole consolazioni o pacche sulle spalle. A Napoli non ci saranno novità in tal senso: Strama farà con quello che ha, sarà dura, durissima, ma quel libro è bello proprio perché te lo scrivi tu. Coraggio, le paludi si superano, le domande possono esserci, è umano, ma ci sono anche risposte inaspettate.
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