Jesi, Maganza incrocia la “sua” Udine: “Partita spartiacque”

Jesi, Maganza incrocia la “sua” Udine: “Partita spartiacque”

Il centro originario di Gemona è pronto per la sfida con la Gsa: “Finora abbiamo avuto un calendario tosto, avremmo potuto avere qualche punto in più, ma stiamo lavorando per raggiungere la salvezza il prima possibile”

La sfida tra Jesi e Gsa Udine – in programma domenica al PalaTriccoli (palla a due alle 18) – avrà il sapore del “derby” per Marco Maganza. Il centro classe ’91 originario di Gemona del Friuli ha iniziato l’attività sportiva a San Giorgio di Nogaro e nella Cbu prima di arrivare alla Snaidero Udine con la quale ha esordito in LegaDue nella stagione 2009-2010. Brescia, Recanati, Matera e Imola le tappe successive della carriera del pivot friulano che da gennaio ha scelto Jesi come ultima destinazione. Nella stagione in corso, Maganza – promosso in estate capitano, dopo la rivoluzione che ha coinvolto quasi l’intero roster dell’Aurora – ha collezionato 374 minuti, risultando uno dei giocatori maggiormente impiegati da coach Damiano Cagnazzo. Ed ecco come si sta preparando per la sfida di domenica.

Maganza, attualmente Jesi ha gli stessi punti della Gsa Udine, dieci. Sono quelli giusti?

Premetto che il nostro obiettivo primario è la salvezza, da conquistare il prima possibile. Essendo un campionato duro e molto competitivo, ci siamo dati come obiettivo evitare i play-out e avere una posizione tale da permetterci di salvarci tranquillamente. Dieci punti sono frutto del duro lavoro, potevamo avere forse qualche punticino in più… Finora abbiamo avuto un calendario abbastanza tosto, perchè abbiamo già incontrato Virtus, Fortitudo, Mantova e Treviso. Comunque ce la siamo giocati con tutti. Ora veniamo da una sconfitta abbastanza pesante a Roseto, che si conferma campo molto difficile, come dimostrano i numeri (l’unica ad aver espugnato il PalaMaggetti è stata Treviso, ndr), ma vogliamo riprenderci subito.

Quale potrebbe essere la quota salvezza?

E’ quasi impossibile dirlo. C’è Recanati al momento in fondo alla classifica, ma a tre giornate dal termine di andata ogni discorso è ancora aperto. E’ difficile fare una statistica. In questo momento Virtus e Treviso hanno scavato un po’ il solco, ma tutte le altre schiacciate in pochi minuti. Come l’anno scorso si tratta di un campionato molto tosto, con squadre super-blasonate che hanno fatto la storia della serie A, come Virtus, Fortitudo, Treviso o Trieste. E’ un torneo aggueritissimo, ci sono tante squadre che hanno investito parecchio e ogni domenica se non vai in campo pensando che sia l’ultima partita fai veramente fatica, perchè non esiste una “squadra-materasso”, non ci sono vittorie “automatiche”.

Si è fatto un’idea della squadra che affronterete domenica?

Sì, ovviamente la conosco bene. Ha dieci punti, ma credo che rispetto a noi, come base di partenza si sia data qualche obiettivo più alto a livello di ambizioni e di organico. Però questo è un campionato molto livellato. Sarà una partita abbastanza fondamentale sia per noi che per loro, perchè siamo appaiate in classifica. Daremo il nostro meglio in campo.

La Gsa Udine è ancora alla ricerca di un proprio equilibrio, tra un gruppo collaudato che ha conquistato meritatamente la promozione e una stella, Allan Ray, che si sta lentamente inserendo nel team di Lardo. Nell’Aurora Jesi chi sta facendo la differenza?

Intanto dico che ogni squadra, a prescindere di qualche stella, se non ha un gruppo ben affiatato fa fatica, la pallacanestro è uno sport di squadra. Noi abbiamo i due americani (Tim Bowers e Dwayne Davis, ndr) che ci danno tanto in termini di punti, ma ognuno porta il suo “mattone”. Anche Udine ha preso giocatori importanti, però conta molto come si amalgano all’interno della squadra.

Infine, come si sta trovando a Jesi?

Jesi è una città storica per la pallacanestro. Negli ultimi anni la squadra non ha dato tantissime soddisfazioni alla piazza. Però non dimentichiamo che lo scorso anno ha festeggiato i 50 anni della nascita della società e i vent’anni di serie A, tra A1 e A2. Quindi è una squadra con tradizione, passione, c’è un bel calore attorno. Quindi si sta molto bene sotto questo punto di vista.

(foto BasketInside.com – GazzaNet)

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