Alla Rugby Udine brilla Stella: ho rotto il ghiaccio

Alla Rugby Udine brilla Stella: ho rotto il ghiaccio

Nell’ultima gara della prima fase contro Valsugana Padova, il giovanissimo atleta vicentino è stato assoluto protagonista: “Ho cercato di dare il massimo ed è andata bene. A Udine ho trovato un gruppo fantastico”. Ha scelto il capoluogo friulano anche per motivi di studio: “Sono iscritto a Ingegneria gestionale”

Un esordio da incorniciare. Nella larga vittoria contro Valsugana Padova di domenica scorsa, c’è la firma di uno dei ragazzi più giovani a disposizione di coach Maurizio Teghini: Edoardo Stella. Un cognome da “predestinato” per il giovane atleta di Bassano del Grappa (in provincia di Vicenza) classe ’96 che nell’ultimo turno di campionato ha saputo mettere in campo doti importanti, tanto da risultare decisivo nel 35-7 finale inflitto alla formazione veneta. Giunto a Udine dopo un’esperienza di due anni all’Accademia di Mogliano Veneto, grazie all’intervento di Andrea Muraro, Stella ha scelto a Udine sia per proseguire la sua crescita nel rugby sia per motivi di studio (è iscritto al corso di laurea in Ingegneria gestionale all’Università degli Studi di Udine). Intanto l’ambientamento nel team bianconero sta procedendo spedito, come lui stesso racconta a MondoUdinese.it.

Stella, come si trova a Udine?

Benissimo, perché il gruppo è fantastico. Ho legato subito con i più giovani e poi anche con gli “anziani” della squadra. Mi sono trovato da subito molto bene.

Nel giorno del suo esordio, contro Valsugana, è stato tra gli indiscussi protagonisti…

Ero un po’ nervoso all’inizio… ma poi, grazie a una meta che abbiamo segnato nei primi minuti, abbiamo preso subito fiducia… Ho rotto il ghiaccio, diciamo. Comunque tutta la squadra ha giocato molto bene: nel primo tempo abbiamo segnato venti punti senza subirne nemmeno uno. Nel secondo tempo abbiamo un po’ mollato, ma ci sta. Si avvertiva un po’ la stanchezza di tutta la stagione. Io ho cercato di dare il meglio ed è andata bene. Adesso vediamo come andrà nel girone dei play-out.

Proprio ieri la Federugby ha comunicato la composizione dei gironi. La vostra formazione è stata inserita nella poule 2, che prevede subito una trasferta a Torino contro il Cus…

Il nostro obiettivo è partire con il piede giusto, dunque raccogliere un buon risultato già nella prima gara a Torino. Sicuramente l’obiettivo principale è rimanere in serie A. Di certo la partenza non è delle più agevoli, visto che affronteremo la trasferta più lunga del girone. Daremo il massimo e speriamo di portarla a casa.

L’unico punto interrogativo riguarda la formazione, visto che difficilmente coach Teghini riuscirà a recuperare gli infortunati. Vista la situazione, voi giovani vi sentite maggiormente responsabilizzati?

Se mancano i titolari, è ovvio che i giovani possono trovare più spazio. Ma si tratta di un’arma a doppio taglio: da una parte perdi il giocatore più esperto, dall’altra puoi puntare sul giovane che può dimostrare tutto il suo valore e dare molto alla squadra.

Considerando che lei è giovanissimo, qual è il giocatore al quale si ispira?

Ce ne sono tanti.. però se devo fare un nome dico François Steyn, è un sudafricano fortissimo. Ultimamente è uscito dal palcoscenico internazionale, ma resta il giocatore al quale mi ispiro.

Infine, cosa le è rimasto dell’esperienza all’Accademia di Mogliano Veneto?

Il secondo anno mi ha insegnato a convivere con lo stress pre-partita. Mi ha fatto crescere dal punto di vista mentale, oltre che tecnico, soprattutto mi ha aiutato a reagire alla pressione, aiutandomi a scendere in campo con la giusta concentrazione.

(Foto: Mario Riva)

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