Rugby Udine, Gerussi: con Paese gara fondamentale

Rugby Udine, Gerussi: con Paese gara fondamentale

Domenica i tuttineri avranno la possibilità di cancellare il pesante ko subito nella prima fase e difendere il primato della Poule 2: “Vogliamo portare a casa la partita”. Il giovane rugbista friulano sta dando un contributo importante alla squadra: “Il nostro punto di forza è la velocità”

Ripartirà dalla sfida con Paese la corsa per la salvezza della Rugby Udine. Nella prima fase del campionato il ko subito con i veneti segnò irrimediabilmente la stagione dei tuttineri, domenica, dunque, ci sarà la possibilità di “pareggiare i conti” e mantenere il primato della Poule 2 Retrocessione, per garantirsi un finale di stagione privo di angosce. Mentre alcuni veterani stanno ritrovando la condizione migliore, sono ancora i giovani i veri protagonisti di quest’annata. Tra questi anche Riccardo Gerussi, classe ’95 di Pagnacco, cresciuto proprio nel vivaio della Rugby Udine (durante la fusione con la Leonorso). “Ho iniziato a giocare a 7-8 anni, per caso. Avevo cominciato con il calcio, poi ho visto mio fratello giocare a rugby e ho voluto provare, da quella volta non più smesso”, racconta a MondoUdinese.it.

Gerussi, il vostro cammino per la salvezza riparte dalla sfida con Paese. Un nome che rievoca un ko pesantissimo nella prima fase del campionato. C’è voglia di rivincita da parte vostra?

Certamente. Li avevamo affrontati in amichevole e sembrava che fossimo di un altro livello. All’andata non ho giocato, quindi non ho la stessa amarezza dei miei compagni. Ma per la squadra è sicuramente importante fare bene domenica e portare a casa la partita.

Anche perché siete primi nella Poule 2 e avete la concreta possibilità di vivere un finale di stagione piuttosto tranquillo…

Sì, è molto importante, anche se ci eravamo posti come obiettivo di raggiungere la salvezza al termine del girone di sbarramento. Comunque domenica conterà molto fare bene.

Qual è il vostro punto di forza in questo momento?

Penso sia il gioco al largo, la velocità. Molto spesso ci troviamo davanti squadre molto fisiche, che sono difficili da battere nei punti di incontri, dove c’è la mischia molto forte, quindi cerchiamo gli spazi fuori per colpirle.

Punti deboli ce ne sono?

Non saprei… Sicuramente durante l’anno la mischia ha avuto qualche difficoltà, ma stanno lavorando duro per migliorare. Io sono tranquillo, ho la massima fiducia nei miei compagni.

Passiamo ora alla Nazionale, impegnate nel Sei Nazioni. Mancano ancora due gare con Irlanda e Galles, vera rivelazione del torneo. Come giudica finora il cammino degli azzurri?

Personalmente quest’anno l’Italia mi sta piacendo, molto più che in passato. Purtroppo paga sempre i cali nel finale, dovuti probabilmente a un crollo fisico, alla stanchezza. Regalano sempre il finale agli avversari, se tenessero quei venti minuti in più se la potrebbero giocare con le più forti come il Galles, che secondo me ha qualcosa in più delle altre.

In generale, qual è il giocatore al quale si ispira?

Ce ne sono due: il neozelandese Sio Julian Savea, che è un tre quarti ala, e l’irlandese Sean O’Brien, terza linea ala del Leinster. Giocano in due ruoli diversi, ma per me il rugby è vincere l’uno contro uno, lo scontro fisico, loro due sono bravi a farlo.

Infine, qual è la sua ambizione?

Mi piacerebbe giocare in qualche grande team, ma non so se ci riuscirò mai, visto che sto studiando e il rugby non è la priorità assoluta. Sono al secondo anno di Ingegneria elettronica. Ciò significa tanti sacrifici, tanto studio, con l’intento di portare a casa sia esami che bei risultati.

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