Rugby Udine, il cuore “irlandese” di Mezzavilla

Rugby Udine, il cuore “irlandese” di Mezzavilla

Il pilone originario di San Daniele nutre una passione particolare per i Greens: “Sono i favoriti per il Sei Nazioni”. Cresciuto nel settore giovanile friulano, Francesco sta diventando un elemento importante nel XV di Teghini: “La società sta puntando molto sui giovani”. Domenica ripartirà la serie A con la sfida all’Otello Gerli contro il Lumezzane, scontro diretto della Poule 2

Ripartirà domenica alle 14.30 con la sfida interna con il Lumezzane il cammino della Rugby Udine verso la salvezza. Dopo due settimane di stop, i ragazzi di coach Maurizio Teghini saranno impegnati in una gara da non fallire assolutamente per restare agganciati al secondo posto in classifica che, al momento, garantirebbe l’accesso alla serie A 2016-2017. La lunga pausa ha consentito il recupero di alcuni infortunati (tra tutti Amedeo Di Pietro), che in queste settimane sono stati comunque ben sostituiti dai colleghi più giovani. Tra questi spicca Francesco Mezzavilla, sbocciato proprio nel vivaio della Rugby Udine e passato in pochi anni dalla Under 16 alla prima squadra. In un’intervista rilasciata a MondoUdinese.it il pilone classe ’95 originario di San Daniele ci rivela alcuni dettagli della sua passione per la palla ovale.

Mezzavilla, si sta ritagliando uno spazio importante nella Rugby Udine, sente la fiducia della società?

Sì, la società sta cercando di far crescere i giovani e tra questi ci sono anche io…

Domenica arriva il Lumezzane, attualmente terza in classifica a un punto di distanza da voi. Che gara si aspetta?

Da quello che ci ha spiegato coach Teghini, sarà una gran sfida. I lombardi sono molto forti in mischia e sono ben fisicati. Non bisogna sottovalutarli, dobbiamo scendere in campo convinti dei nostri mezzi, senza farci intimorire.

Ci può dire com’è la vita da pilone?

E’ un ruolo che ti fa un po’ soffrire, ma ci sta, ti metti a disposizione della squadra. Ho provato anche altri ruoli, però davanti c’è un’emozione unica che solo chi ha provato a giocare in prima linea può comprendere.

C’è un giocatore al quale si ispira?

Sì, il pilone dell’Irlanda (e del Leinster, ndr) Cian Healy. Mi piace molto come giocatore sia in mischia chiusa che come gioco all’aperto.

A proposito di Irlanda, sta seguendo il Sei Nazioni?

Sì, certo. Mi dispiace che l’Irlanda abbia perso contro la Francia, ma si vedeva che non era giornata, non era l’Irlanda di sempre. Come favorita vedo il Galles. L’Inghilterra, che per molti è la principale candidata al titolo, mantiene un ritmo di gioco standard, mentre i gallesi, nonostante non abbiano disputato un match di altissimo livello contro la Scozia, secondo me hanno qualcosa in più. L’Italia? Mi piace, perché nel primo tempo contro l’Inghilterra ha tenuto un buon ritmo, quasi all’altezza degli avversari. Nel secondo, invece, dopo le prime due mete degli inglesi, è calata e non è più rientrata in partita.

Cercando un ardito parallelismo tra la Rugby Udine e la Nazionale, possiamo dire che entrambe sposano la “linea verde”…

Certo, ci sono tanti giovani in azzurro che potrebbero far strada, l’importante è seguire il loro processo di crescita e non chiedere troppo all’inizio, ma cercare di aumentare la loro qualità del gioco per “garantirsi” il futuro della Nazionale.

(foto: Mario Riva)

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