Energia sudafricana per la Rugby Udine

Energia sudafricana per la Rugby Udine

Riccardo Robuschi è stato tra i protagonisti della vittoria di domenica scorsa con il Lumezzane, che ha consentito ai friulani di balzare al primo posto della Poule 2 Retrocessione. “Cercheremo di arrivare al giro di boa con la salvezza già acquisita”, confida l’estremo originario di Johannesburg

Una vittoria che vale il primato solitario. Domenica pomeriggio la Rugby Udine, infatti, è riuscita a superare tra le mura amiche il Lumezzane per 33-10 ottenendo anche il bonus e riuscendo ad agganciare la vetta della Pool 2 Retrocessione. Una seria ipoteca, dunque, per la salvezza, dopo il passo falso con il Valpolicella. E adesso i bianconeri si stanno preparando al meglio per una gara che vogliono vincere a tutti i costi contro Paese, avversaria “indigesta” nella regular season, visto che proprio quel ko complicò a tal punto la classifica da spegnere i sogni di promozione della Rugby Udine. Appuntamento il 6 marzo alle 14.30 in Veneto (questa domenica la serie A osserva un turno di riposo). Di questo e molto altro abbiamo parlato con Riccardo Robuschi, estremo sudafricano classe ’85 dall’interessante curriculum. Nato a Johannesburg, dopo un’esperienza in una High School inglese, nella quale si è avvicinato per la prima volta al rugby (aveva 13 anni), si è trasferito a Durban dove ha frequentato una delle scuole più prestigiose e dalla grande tradizione rugbistica. A soli 18 ha deciso di lasciare il Sudafrica per trasferirsi in Italia: la sua avventura comincia a Noceto (in provincia di Parma), per poi proseguire al Gran Parma, che all’epoca militava in Super 10. In poco tempo conquista un posto in prima squadra e si toglie lo “sfizio” di disputare i Mondiali Under 19 e Under 21. Nel suo palmares figurano anche le partecipazioni a un Sei Nazioni Under 21 (nel 2006) e un Mondiale Seven a Hong Kong (nel 2007). Ma nel momento-clou Robuschi si trova a lottare con una serie di infortuni che ne condizionano irrimediabilmente la carriera e, dopo la vera “batosta” ovvero la rottura del crociato, arriva a Udine. Prima che il Friuli diventi la sua destinazione definitiva veste anche le casacche di Parma, Calvisano (dove vince uno scudetto in serie A nel 2011), poi ancora un passaggio veloce a Udine, San Donà, Lecce (dove ha anche allenato) e nel 2014 il ritorno nella sua amata terra friulana, dove oltre a giocare sta anche allenando l’Under 16. “Mi piace molto allenare – confessa a MondoUdinese.it -, sono sempre stato uno studente del rugby. Mi piace lavorare con i giovani, ho avuto la fortuna di lavorare con tanti bravi tecnici che mi hanno insegnato molto. Ciò che conta è saper trasmettere ai ragazzi le proprie idee”. Da un futuro che sembra già delineato, torniamo al presente.

Robuschi, la vittoria di domenica con il Lumezzane vi ha dato ossigeno e morale…

Sì, era importante vincere. Abbiamo un girone che prevede che la maggior parte delle gare casalinghe vengano disputate nella prima fase, per cui bisogna fare più punti possibile e magari essere già salvi al giro di boa. Abbiamo fatto un piccolo passo indietro con il Valpolicella, anche siamo riusciti a muovere la classifica.. La vittoria di domenica, con il bonus ottenuto grazie alla meta trasformata allo scadere, ci dà ossigeno dopo due settimane un po’ difficili.

Proprio con i lombardi lei è stato assoluto protagonista, segno che la condizione fisica è buona e anche quella della squadra che ha recuperato il capitano Amedeo Di Pietro…

Abbiamo avuto un gennaio parecchio problematico per via dei tanti infortuni… Per quanto mi riguarda, non sono in condizioni eccezionali, ma sto cercando di fare qualcosa di buono. Diciamo che la squadra ha saputo gestire i momenti di difficoltà in modo soddisfacente, grazie al contributo dei più giovani. Si sono comportati molto bene nelle gare in cui noi “vecchi” non c’eravamo. Ci stanno mettendo tanto del loro per colmare questo gap.

Adesso avrete dieci giorni per prepararvi alla trasferta con Paese. Avete voglia di rivincita?

Brucia ancora molto quella sconfitta, anche se era meritata. Sappiamo già che ci attende una sfida molto dura, giocata alla pari, perché loro hanno preso un po’ di consapevolezza. Noi approfitteremo della sosta per lavorare sui dettagli, sui quali è difficile concentrarsi durante la settimana. L’importante sarà fare tesoro degli errori commessi nell’altra gara e portare a casa ulteriori punti-salvezza.

Lei è originario del Sudafrica, ma tifa Springboks o Italia?

Quando sei all’estero ti senti più italiano di un italiano “vero”. Ho sempre tifato Italia sia nel rugby, sia nel calcio. Sono cresciuto in Sudafrica guardando alcuni miti come Roberto Baggio, Christian Vieri… C’è un forte legame, sono molto vicino ai colori azzurri. Anche se non sempre è facile.. nei rugby mi hanno spesso preso in giro visto che l’Italia non ha mai battuto il Sudafrica…

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