Heysel: 30 anni dopo per non dimenticare

Heysel: 30 anni dopo per non dimenticare

Ricordare perché non accada mai più una tragedia simile. Il 29 maggio 1985 doveva esserci una partita, c’è stata una strage. A trent’anni di distanza dalla tragedia dell’Screenshot 2015-05-29 05.34.47 l’intera squadra della Juventus, lo staff tecnico e la dirigenza parteciperanno,  alla chiesa della Gran Madre di Dio, alla messa in ricordo delle 39 vittime allo stadio di Bruxelles, travolte dalla furia degli hooligans prima della finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, il 29 maggio 1985. “Gli Stati devono accrescere i propri sforzi nella lotta alla violenza durante gli eventi sportivi”, così il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, alla vigilia del trentesimo anniversario della tragedia: “Uno dei momenti più bui del calcio moderno. La violenza ha preso il sopravvento sullo sport ed ha trasformato il gioco in un incubo” afferma il segretario generale. “Fu questa tragedia a spingere il Consiglio d’Europa ad adottare, qualche mese dopo, la Convenzione contro la violenza negli eventi sportivi, che ha permesso tra l’altro di accrescere la sicurezza negli stadi” ricorda Jagland. Ma il segretario generale sottolinea che la Convenzione non ha messo fine alla violenza e che molto deve essere ancora fatto. Invita quindi gli Stati a mettere in atto tutte le misure contenute nel testo vincolante, ratificato da quasi tutti gli Stati membri dell’organizzazione, e a lavorare alla revisione della Convenzione per rafforzare l’aspetto della sicurezza durante gli eventi sportivi e per rendere più efficace la cooperazione tra le polizie dei diversi paesi e gli organizzatori degli eventi. Il Consiglio d’Europa organizzerà una speciale cerimonia commemorativa della tragedia di Heysel il 17 giugno a Bruxelles. Michel Platini, allora numero 10 della Juve, tempo fa ha ricordato così quella maledetta serata:  “Quella partita non era normale, non è durata 90 minuti. Non è mai finita, ci sarà per sempre. Nessuno, attore o spettatore della tragedia, potrà mai cancellarla dalla memoria. Ero un calciatore, non ancora trentenne, gioioso e spensierato. Ero a Bruxelles per amore della bandiera bianconera e del calcio – ha ricordato Platini – noi calciatori abbiamo vissuto quella serata al buio. I nostri pensieri e il nostro cuore sono con le vittime e con le loro famiglia. Oggi non sono più un calciatore giovane, sono il presidente della Uefa. La mia responsabilitá è che tragedie come quella dell’Heysel non si verifichino più. La sicurezza negli stadi è la mia più alta priorita”. [gallery_bank type=”images” format=”filmstrip” title=”true” desc=”false” img_in_row=”3″ display=”all” sort_by=”random” animation_effect=”bounce” image_width=”600″ album_title=”true” album_id=”10″]  

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