Mister X: alla scoperta del Napoli

Mister X: alla scoperta del Napoli

A.D.R., tecnico Uefa B alla scoperta dei segreti della squadra di Sarri e di come fermarla

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MISTER X
BY Andrea D.R.

Modulo 4-3-3

Probabile formazione:
portiere REINA
difesa – HYSAJ –ALBIOL–KOULIBALY- STRINIC
centrocampo – ALLAN– JORGINHO – HAMSIK
attacco – CALLEJON – MERTENS – INSIGNE

stat napoli
FONTE DATI LEGA SERIE A

Siamo alla 32^ giornata andiamo a Napoli.
Prima di affrontare qualunque disamina relativa al sistema di gioco guardiamo le statistiche. Il Napoli è la prima squadra per chilometri percorsi durante la partita con 110,323 (Udinese 12^ con 107,801) è prima per tiri totali 446 di cui in porta 252 (Udinese 15^ con 264 di cui in porta 144) ed è ancora prima nella classifica di gol segnati 72 con una media di 2,32 a partita (Udinese 10^ con 41 media 1,32)…penso che le statistiche diano l’esatta sensazione sulla pericolosità e la forza del Napoli.
Se le statistiche non vi hanno impressionato proviamo a descrivere il Napoli o quantomeno l’idea calcistica di Sarri
Egli allena un’idea più che una squadra, impone un modello nel quale gli atleti dovranno immergersi con una fiducia incrollabile con assoluto spirito di abnegazione. La squadra deve cercare il divertimento – ha ripetuto spesso – e in questo orizzonte il divertimento è anche il dimenticarsi di sé. Dimenticare di controllare se il compagno cui indirizzi il passaggio all’indietro esista davvero, confidare ciecamente nella sua presenza, se è l’idea collettiva di gioco a prevederne l’esistenza. Ma non può esistere sempre la perfezione di ogni singolo meccanismo e capita che il gioco rallenti, i meccanismi si inceppino e sbuchino gli avversari, e quella palla finisce sui piedi dell’attaccante e poi nella porta del Napoli.

Fase di possesso
Il Napoli gioca un calcio semplice, ma molto organizzato, capace di imporre il proprio ritmo a qualsiasi avversario, e di sfruttarne i punti deboli. In fase di possesso tutto parte dai due difensori centrali che ricevono dal portiere ai limiti dell’area di rigore e cercano di impostare, con l’aiuto di Jorginho, regista della squadra che si abbassa, mentre nel frattempo i terzini si allargano per dare ampiezza posizionale alla squadra, e le due mezz’ali si posizionano in zona luce per garantire una linea di passaggio in più.
Nelle ultime partite il Napoli ha sofferto il sistema di marcatura a uomo che quasi tutte le squadre hanno impostato nei confronti dell’italo-brasiliano Jorginho, nonostante l’ottima propensione di Koulibaly a supplire, e dirigere le operazioni da dietro, ma a volte dove le squadre avversarie pressano chiudendo le linee di passaggio inducono Koulibaly a forzare e a non trasmettere la palla velocemente.

I centrocampisti del Napoli hanno dei ruoli prestabiliti e diversi fra loro, in fase di possesso. Hamsik è tornato ai vecchi splendori nell’era Sarri, dopo un periodo buio, grazie alla sua posizione da mezz’ala sinistra. Il capitano napoletano è libero di provare i movimenti senza palla in cui tanto è bravo, oppure viene incontro al difensore in fase di impostazione, portando con sé un uomo e creando spazio per i compagni.

Attenzione al movimento classico del Napoli di Sarri… Hamsik prima si abbassa a dare un appoggio a Koulibaly, poi nel giro di pochi istanti si propone in profondità creando confusione fra gli avversari, a ridosso dell’area serve Ghoulam, che a sua volta allarga per Mertens. Il belga è così libero di azionare una delle mosse più usate, e più letali: lancio verso Callejon, che attacca il lato debole degli avversari con i suoi inserimenti ad eludere la difesa, dove immancabilmente l’attaccante si trova sempre libero per l’uno contro uno con il portiere.

Lo spagnolo è stato determinante finora negli schemi del tecnico toscano, sia per l’enorme mole di lavoro in fase di non possesso, che per la propensione a sfilacciare le difese avversarie, a instillare il dubbio nei terzini che affronta. E’ un’ala atipica, non eccelle nel dribbling, e neanche nel cross, se gioca con la palla al piede non è determinante come lo sono Mertens e Insigne, ma ad attaccare le spalle è uno dei migliori del nostro campionato, ed attualmente è la miglior risorsa offensiva dei partenopei.

Fase di non possesso
Il Napoli in fase di non possesso organizza un pressing che crea difficoltà alla squadra avversaria. La squadra di Sarri inoltre tende sempre a stare alta, prendendosi anche qualche rischio.
I 3 centrocampisti accompagnano la prima linea sul pressing offensivo, quando si perde la palla si ricompattano creando densità. Il Napoli è molto aggressivo nel recupero palla, va sempre a portare avanti la linea di pressing per primo. ll problema è che questo tipo di gioco è dispendioso, se il pressing non è organizzato e non è aggressivo il Napoli si espone a pericoli grossi, soprattutto mantenendo la difesa così alta.
La linea di pressing del Napoli, inoltre, viene effettuata in diagonale, in modo da stringere lo spazio agli avversari ed avvicinarli ad una delle due linee laterali del campo. Così però si rischia di lasciare spazio sul lato debole, e come nel più classico dei casi di contrappasso, così come il Napoli è bravissimo a creare pericoli attaccando il lato “cieco”, stessa cosa accade agli avversari, che in fase di possesso palla fanno la stessa cosa: se riescono a superare la prima linea di pressing, trovano facilmente lo spazio.

RAGGI X (considerazioni finali)
I problemi principali del Napoli di Sarri hanno incominciato a manifestarsi e ad essere più evidenti proprio nella seconda parte del campionato. L’allenatore toscano a volte non sembra avere un piano B, la sfortuna derivante dal caso Milik, ha creato un vuoto nell’evoluzione delle idee in fase offensiva, il Napoli si affida a meccanismi già assimilati ma ripetitivi e sottolineo che quando Callejon viene limitato predisponendo quasi una marcatura a uomo sullo spagnolo, il Napoli va in difficoltà. Attenzione a non lasciare spazio all’imprevedibilità di Insigne e all’individualità di Mertens, giocatori che possono fare la differenza in qualunque momento della partita. Ecco… basta distrarsi un attimo nella lettura di questa analisi dove pensiamo di aver scandagliato ogni minimo dettaglio tattico del Napoli…ma…con un inserimento imprevedibile sbuca dal nulla Hamsik… e risolve ogni pensiero tattico difensivo… In sintesi, il Napoli ha dimostrato di poter giocare il miglior calcio d’Italia, quindi i tifosi friulani, ormai già salvi, possono semplicemente godersi la partita.

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