Muriel: ‘il fallimento di Udine solo colpa mia’

Muriel: ‘il fallimento di Udine solo colpa mia’

Luis Muriel alla Samp tra luci e qualche ombra. Certamente sta cercando di dimenticare l’Udinese: «Il primo colpevole sono io, non lo nascondo. Ero abituato a giocare sempre, il fatto di non farlo più con continuità ha spento la luce nella mia testa. Ho mollato e dopo era tardi per riattaccare la spina. Ho sbagliato, ma ormai erano cambiate troppe cose e non aveva più senso restare. Quando ho voluto ricominciare e riprendere per mano la mia vita non c’ero più con la testa. La mancata convocazione al Mondiale è stata la mazzata finale. Si è giocato in Brasile, ed esserci, per un sudamericano quale sono, sarebbe stato il massimo».

Ora la Samp, dunque, con un allenatore che lo stima e lo ha voluto: «Quando uno è contento, è libero di testa e ha la fortuna di arrivare in un gruppo come questo, tutto viene naturale. Più che convincermi Mihajlovic, sono stato io a cambiare mentalità. L’ultimo anno e mezzo a Udine è stato brutto. Le incomprensioni con Guidolin, le chiacchiere sul mio peso, l’infortunio, le troppe panchine… Avevo bisogno di ripartire, ricominciare da zero, anche nel modo di stare in campo. Ora neanche mi rendo conto di quanto corro», ha dichiarato l’attaccante della Sampdoria ai microfoni di SportWeek. «Il mister chiese di incontrarmi quando ancora non avevo firmato il contratto. Mi disse: “Voglio che tu torni a sorridere. Con me diventerai il campione che tutti aspettano”.Non avrei mai immaginato di sentire quelle parole. Mi sono sentito desiderato e, dopo tanto tempo, pieno di orgoglio. Quando le riferii ad Alessandro Lucci, il mio procuratore, scoppiai a piangere. Fa sentire tutti importanti. Tutti contenti, anche quelli che non giocano. Basta vedere come esultano quelli in panchina quando chi sta in campo fa gol. È questo il segreto di Mihajlovic e della Samp», ha raccontato Muriel.

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