Malagò: “Divario pazzesco tra le squadre di vertice e le ultime”

Malagò: “Divario pazzesco tra le squadre di vertice e le ultime”

Il numero uno del Coni denuncia: “Certi risultati abbassano la credibilità del nostro campionato”. Tornare a 18 squadre unica strada percorribile

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Il Benevento peggiore squadra d’Europa, Hellas Verona e Crotone che hanno iniziato la stagione con il piede sbagliato: dopo sole cinque giornate la Serie A 2017-2018 ha già emesso qualche “verdetto”. E questo a scapito del campionato più bello del mondo, quello che fino a poco fa non aveva esiti scontati. Adesso la situazione sta cambiando e di certo non in meglio. “Sembra che oggi si sia creato un divario pazzesco fra le squadre di vertice, 5 o 6, e quelle di fondo classifica, e che quindi si abbia meno credibilità di campionato – le parole del presidente del Coni Giovanni Malagò riprese dall’Ansa -. L’anno scorso sembrava scontato che tre squadre fossero retrocesse, poi all’ultimo secondo il Crotone è riuscito a salvarsi ai danni dell’Empoli, in modo rocambolesco“. Mentre in Spagna le gerarchie si stanno rovesciando e anche le “big”, finora incontrastate, come Barcellona e Real Madrid cominciano ad accusare l’equilibrio della Liga. “Ieri sera mi sono visto Real Madrid-Betis Siviglia – prosegue Malagò -. Il Real, che ha vinto le ultime due Champions e che tutti i bookmaker davano per strafavorito con squadre considerate molto deboli ne ha pareggiate due e ieri ha addirittura perso. In Spagna c’è un divario sui diritti tv fra Real e Barcellona da una parte e gli altri club dall’altro molto superiore al gap che abbiamo in Serie A tra le primissime e le ultime. Magari scopriremo che anche da noi ci sarà questa inversione. Speriamo non sia così altrimenti viene meno la credibilità di questo sport“.

SOLUZIONE. L’avvertimento di Malagò è diretto, ovviamente, ai piani alti della Federcalcio, chiamata a ridisegnare una Serie A più credibile. Ma come? Al momento l’unica strada percorribile sembra il essere ritorno alle 18 squadre, solo così potrebbero essere garantite competitività tecnica e finanziaria maggiori. Altrimenti il rischio è che ci si ritrovi al termine del girone di andata con uno scudetto assegnato e tre retrocessioni già definite (o quasi). E addio interesse e spettacolo.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy