Tanti auguri Oliver Bierhoff

Tanti auguri Oliver Bierhoff

Compie oggi cinquantuno anni l’ex bomber bianconero

di Redazione

Oliver Bierhoff è nato il 1 Maggio del 1968 a Karlsruhe, Germania. Compie oggi cinquantuno anni l’ex bomber bianconero, uno dei più grandi attaccanti di sempre ad aver indossato la maglia dell’Udinese con cui, dal 1995 al 1998, ha messo a segno 57 reti in 86 incontri di campionato.

Tecnicamente non eccelso, era però un grande specialista del gioco aereo, sul finire degli anni ’90 era ritenuto il miglior colpitore di testa in circolazione.

 

La prima avventura italiana di Bierhoff è all’Ascoli. Il suo cartellino lo compra l’Inter del presidente Pellegrini che lo gira in prestito alla società marchigiana. Nelle prime nove partite nessuna rete ed una serie di bocciature nelle pagelle dei quotidiani. Così ricorda Massimo Cacciatori, che all’epoca allenava i portieri: “Spesso, a fine allenamento, Oliver si fermava con noi per tirare in porta. Aveva problemi di coordinazione, non era sciolto di bacino, aveva difficolta’ a fare certi gesti tecnici, non usava il sinistro e calciava quasi solo di piatto. Saltava male, battendo a terra con tutti e due i piedi”.

Oltre alla squadra che non ingrana Bierhoff ha guai muscolari  agli adduttori. Oliver comincia a saltare qualche partita e la gente brontola. Incominciano a dargli del codardo. “Quando arrivavo al campo di allenamento i tifosi mi fischiavano dal primo all’ultimo minuto, ho pensato davvero che fosse finita. In quel momento fu importante la vicinanza dei compagni, di Marcato e Benetti in particolare”.

Si riparte dalla B e i due anni successivi sono d’oro: 20 gol la prima stagione, 17 quella successiva. Nessuno lo mette più in discussione, ma la stagione seguente l’Ascoli precipita in C. Segna solamente nove gol e su di lui ricominciano le contestazioni.

Luciano Gaucci promette di portarlo a Perugia in caso di promozione. Nella trattativa si inserisce l’Udinese di Pozzo che batte anche la concorrenza del Vicenza di Dalle Carbonare. I tifosi udinesi sono molto preoccupati: “E questo sarebbe il centravanti con il quale affrontare il prossimo campionato di serie A?”. “Si”, risponde impassibile il presidente.

Si mette subito in mostra la prima domenica contro il Cagliari di Trapattoni. Chiude la stagione a quota 17 gol ed è convocato per la prima volta nella Nazionale tedesca, con cui esordisce il 21 febbraio 1996 contro il Portogallo. Tutti sono convinti che Pozzo, il quale aveva sborsato appena 2,2 miliardi per averlo, lo vendera’. Ma il 17 luglio Bierhoff interrompe le vacanze in Sardegna e si presenta a Udine per annunciare a Pozzo il prolungamento del contratto fino al 2000. La stagione 1996/97 realizza ‘solo’ 13 gol in 23 partite, ma regala all’Udinese la sua prima qualificazione in Coppa UEFA. Oliver rientra nello splendido tridente del 3-4-3 di Zaccheroni assieme a Poggi e al brasiliano Amoroso.

La stagione seguente è quella del definitivo trionfo: i friulani ottengono un clamoroso terzo posto dietro Juventus e Inter, mentre Bierhoff sarà capocannoniere con 27 gol, davanti anche ad un certo Ronaldo.

Per la stagione 98/99 il Milan annuncia l’arrivo di Mister Alberto Zaccheroni, il quale porta con sé il bomber friulano

Nel 2000/2001, ormai trentatreenne, Oliver disputa la sua ultima stagione a Milano.

Per lui, una parentesi al Monaco per poi tornare in Italia e terminare la carriera nel Chievo Verona dove resterà memorabile una tripletta segnata alla Juventus.

Durante la sua militanza nell’Udinese, Bierhoff è convocato per la prima volta nella nazionale tedesca con cui esordisce il 21 febbraio 1996 contro il Portogallo. In poco più di due anni realizza ben 20 gol. È anche fra i protagonisti del titolo europeo del 1996: subentrato nella finale contro la Repubblica Ceca con la sua squadra sotto per 1-0, Bierhoff sigla prima il pareggio e poi il golden gol che vale il trionfo. Partecipa anche ai Mondiali 1998 con 5 presenze e 3 gol.

A 34 anni disputa i Mondiali 2002 segnando un gol nella partita contro l’Arabia Saudita. La Germania è sconfitta in finale dal Brasile: sarà questa, per Bierhoff, l’ultima partita in nazionale.

Dal 29 luglio 2004 inizia la carriera dirigenziale divenendo team manager della nazionale tedesca. Dal 2015 cura inoltre tutte le squadre del settore giovanile e dell’Academy della Federcalcio teutonica.

bierhoffigu

 

FONTE storiedicalcio.altervista.org

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy