2016: Il senato sparisce, l’Udinese deve correre ai ripari

2016: Il senato sparisce, l’Udinese deve correre ai ripari

L’Udinese nel 2016 rischia di perdere in un colpo solo Di Natale, Domizzi e Pasquale dopo aver perso Pinzi. Il senato italiano sparsi e, ma serve ricostruito perché nello spogliatoio sono determinanti i calciatori nostrani

Il 2016 sarà anche l’anno dell’abolizione del Senato. No, non è solo la speranza di Matteo Renzi, ma purtroppo la realtà dei fatti a Udine. I senatori della Repubblica bianconera, Maurizio Domizzi, Totò Di Natale, Giovanni Pasquale, potrebbero dire addio.
Il difensore già a gennaio, gli altri due a giugno. Una perdita di esperienza che può essere sopperito con i vari Danilo e Felipe pronti al ricambio, ma una perdita soprattutto di identità, di bandiere, di italianità.

Domizzi è a Udine dal 2008 come Pasquale (quest’ultimo ‘on una breve parentesi nel Toro), Di Natale da quattro anni prima. Hanno vissuto gli anni più belli del club, quelli della crescita costante, dell’Europa, della Champions, dei sogni e dei campioni. Hanno contribuito, assieme a Pinzi, a cementare lo spogliatoio, a renderlo omogeneo nonostante i tanti stranieri.

Il 2016 potrebbe far dare l’addio a tutti e tre: l’Udinese ha scelto Stefano Colantuono proprio per le sue capacità di fare gruppo e tenere le redini di uno spogliatoio non facile vista la sua eterogeneità, ma un allenatore arriva dove può. Molte volte sono i giocatori a fare la differenza.

Per questo pensare a un mercato fatto di italiani non solo è auspicabile per ridare identità tricolore a un club che è diventato fin troppo cosmopolita, ma anche perché gli italiani nello spogliatoio sono determinanti. Specie in una città di provincia dove le ambizioni  personali spesso rischiano di diventare prepotenti. Gli italiani non sono migliori degli stranieri, ma hanno una conoscenza del territorio, delle tradizioni, dell’ambiente diversa. Stringono più facilmente con i tifosi, a differenza degli stranieri che tendono  fare gruppo tra loro.

E quando uno sport, come il calcio, è fatto di equilibri spesso fragili, anche questa componente diventa importante se non determinante. Pensare a Quagliarella, Zaza, Immobile, Padoin, Nocerino, ma anche a giovani interessanti da crescere come fatto con i Senatori non aiuta solo a creare entusiasmo tra una tifoseria appassionata che sente sempre più distaccato, commerciale, il suo club, ma anche per aiutare il lavoro del tecnico.

 

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