A testa alta

A testa alta

Udinese a testa alta a Firenze. Anche se i pregiudizi nei suoi confronti sono ancora tanti e su Di Natale ancora di più

La notizia ? Totò solo davanti al portiere a zero metri dalla porta spedisce il pallone nel firmamento toscano. Il pallone impennato si è aggregato con le altre stelle in cielo.

Guardate bene in alto : sarà la “Stella Di Natale”. Sia chiaro che se qualcuno pensa che abbiamo perso la partita di Firenze per questo errore non ha senso della misura, e riconoscenze vicino allo zero. Eppure tutti i commenti che ho sentito, addebitano a questo errore il mancato risultato in Toscana, visto che eravamo sul 2-0 e la partita poteva essere riaperta.

Mi levo dal coro e continuo a ringraziare Totò con la speranza che giochi sempre più minuti, magari dall’inizio. Mi chiedo come si possa colpevolizzare uno come Di Natale con tanta superficialità.

Alla stessa maniera, se fosse entrato poco prima il palo di Widmer cosa sarebbe successo ? Suvvia abbiate un minimo di riconoscenza, verso un uomo che ha portato sulle spalle l’Udinese per anni e anni.

Il 3-0 subìto invoglia i meno attenti e i più perversi a condannare questa Udinese. Questo risultato sbugiarda la prova dei bianconeri che, se non hanno meritato la vittoria è perché, la Fiorentina ha molta più qualità, più organizzazione e non a caso si trova al posto numero due della classifica.

La squadra di Colantuono ha fatto la partita che doveva fare. A testa alta, col petto in fuori guardando in faccia i ben più forti avversari che nulla hanno rubato, ma che nel risultato hanno avuto eccessiva gratificazione.

A cominciare dal primo gol, con la deviazione di Kalinic che ha spiazzato Karnezis. Il secondo gol su rigore provocato da un generoso quanto irruento Badu e il terzo gol viziato da un precedente e vistoso fallo di mano avversario.

Un palo di Widmer e due occasioni di Totò sono i nostri tentativi di graffiare la damigella del campionato. Nel mezzo una gara coraggiosa, con qualche sbavatura sicuramente, che peraltro non giustifica il passivo finale.

Meno brillante del solito Aguirre. Imbottigliati da un centrocampo sontuoso come quello viola Lodi e Iturra e Danilo, che solo al nome di Kalincic gli crescevano i capelli, ma la squadra nel suo complesso, a tratti, è parsa persino armoniosa, accelerando quando poteva e distribuendo buone giocate quando i fenomeni viola bivaccavano baldanzosi nella loro metà campo.

Non credo che questa sconfitta limiti il percorso di crescita di questa squadra che rimane pur sempre operaia, ma serva a cementare questo gruppo che un greve pomeriggio toscano non può certo aver inficiato.

Duole solo pensare che sabato sera con la “Stella Di Natale” che si stamperà sopra i dolci declivi friulani e guardando da lassù il Friuli, non scorgerà né Danilo né Felipe appiedati da un arbitro approssimativo e poco assistito.

Quella Stella potrebbe aiutare l’Udinese contro l’Inter.

Grazie Totò … a prescindere !

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