Contro la Sampdoria nuovo atto di una sfida eterna

Contro la Sampdoria nuovo atto di una sfida eterna

Obiettivi più o meno di spicco a suggellare una rivalità ormai storica tra le due formazioni opposte questa domenica al Friuli

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Non è sempre stata questione di decimo o undicesimo posto, una lotta per cuori infranti e nostalgici dei tempi andati. Ad opporre Udinese e Sampdoria, infatti, una sfida che risale agli inizi di questo millennio, quando un successo sui blucerchiati o una sconfitta per i friulani nutriva i sogni europei di una delle parti in causa.

Un testa a testa, quello tra bianconeri e doriani, che vede il suo apice nella stagione 2004/05, anno in cui la squadra allora allenata da Luciano Spalletti ottiene la sua prima storica qualificazione ai preliminari di Champions League proprio ai danni dei rivali di marca blucerchiata. Nell’arco di quel campionato le due compagini arrivano a concorrere per la conquista del quarto posto giocandosela punto a punto fino all’epilogo a tutti ormai noto.

È il 29 maggio e solo una distanza separa i bianconeri dalla squadra ligure. Per l’ultima stagionale al Friuli arriva un Milan ancora sotto shock per la finale persa a Istanbul contro il Liverpool ai rigori. Diavolo scornato, condito di riserve, ma pur sempre formazione da affrontare con cautela. La gara finisce 1-1 – vantaggio Udinese firmato David Di Michele, pareggio più che fortuito grazie a un tiro-cross di Serginho – mentre alla radio giunge notizia del pareggio tra Bologna e Samp. Al Dall’Ara, infatti, la Doria non va oltre lo 0-0 infrangendosi sull’eroe di giornata Gianluca Pagliuca e – per tre volte – sui pali difesi dal portierone rossoblù.

Epilogo, dunque, deciso da un terzo incomodo, quando il verdetto agli scontri diretti aveva premiato il team Novellino: 2-0 a Marassi, 1-1 in terra friulana. Costante goleador, sia all’andata che al match di ritorno, il difensore doriano Marcello Castellini. Nonostante la delusione per il traguardo sfuggito di un nulla, in ogni caso, fu una stagione da incorniciare quella della Sampdoria, la seconda di fila in A dopo quattro anni in serie cadetta.

All’indomani della promozione, in particolare, è la Samp ad aggiudicarsi il primo scontro coi friulani di questi anni 2000. Il 6 gennaio 2004 Francesco Flachi firma una rete che permette ai blucerchiati di espugnare il Friuli con il risultato di 1-0. La rivalsa avverrà a Genova nel girone di ritorno: 3-1 per i friulani con reti di Jankulovski, Bazzani, Pizarro e Vincenzo Iaquinta. Per la banda Spalletti quella sarà la settima vittoria esterna in stagione, mattoncino poi utile a costruire una nuova qualificazione in Coppa Uefa.

Nome caduto in disuso, quello dell’odierna Europa League, seppur ancora in voga nel campionato 2006/07. Questa volta a ottenere il pass per la competizione continentale è la Samp di Fabio Quagliarella. I liguri accedono al torneo in virtù della semifinale raggiunta in Coppa Italia. L’Udinese concluderà decima, ma in estate si rifarà il look assicurandosi le prestazioni del Quaglia nazionale.

Udinese e Sampdoria, allora, rivali anche nel mercato. Insieme all’ex blucerchiato, nel 2007/08 i friulani raggiungono la settima posizione dietro ai liguri sesti. Entrambi qualificati al primo turno di Coppa Uefa, i due club danno vita a un doppio scontro ricco di gol per l’una e l’altra fazione. Si comincia con il 3-2 di Udine a inizio dicembre: Quagliarella punisce i vecchi compagni dopo la momentanea rimonta messa in atto da Bellucci e Maggio. Il contro-sorpasso conclude una sagra del gol a cui inizialmente aveva preso parte anche Antonio Totò Di Natale. Ad aprile, invece, è l’Udinese a incassare un 3-0 in quel di Marassi con la doppietta di Claudio Bellucci e la rete, a sbloccare il match, di Antonio Cassano.

Cassano trascinatore Samp anche nella stagione 2009/10. Per la squadra dell’ormai ex tecnico Gigi Delneri, il quarto posto raggiunto a fine campionato apre le porte ai blucerchiati dei preliminari Champions. È qui che i percorsi di Udinese e Sampdoria si incrociano così da condurre, a distanza d’anni, alla stessa cocente e indimenticata delusione. Artefice di quest’ultima, per i friulani così come per i blucerchiati, il Werder Brema. Nel 2005, infatti, i bianconeri vengono eliminati dai tedeschi nella fase a gironi poi conclusa al terzo posto – senza dimenticare l’eliminazione ai quarti di Coppa Uefa 2008/09 –; cinque anni dopo tocca alla Doria farsi estromettere dalla massima competizione europea in un doppio confronto concluso ai supplementari grazie al gol beffa del peruviano Claudio Pizarro.

Il crollo morale e fisico avvenuto nella stagione successiva ai play-off di fine agosto 2010 porta la Samp a lidi distanti da quelli in cui bazzica l’Udinese di Sanchez e Di Natale. Mentre i friulani si lanciano alla conquista dell’ultima posizione utile per tornare a giocarsi la Champions, la Doria termina diciottesima e ripiomba in serie cadetta.

Dopo un anno di purgatorio in B, siamo alla stagione 2012/13, i neo-promossi blucerchiati escono con le ossa rotte da entrambi gli scontri giocati con l’Udinese. 2-0 a Marassi – Danilo-Di Natale – 3-1 al Friuli – doppio Totò, Eder e infine Luis Muriel. Con questa stagione hanno fine, almeno per il momento, i piazzamenti europei per la squadra bianconera, che conclude il campionato accomodandosi in quinta piazza, la seconda utile per un posto in Europa League. La Samp, dal canto suo, si salva con largo anticipo nonostante il punto di penalizzazione inflittole nell’ambito dello scandalo Calcioscommesse.

Da qui in poi si riducono di prestigio gli obiettivi contesi dalle due squadre. Un ridimensionamento di prospettive, questo, che conduce al premio in palio nel prossimo incontro domenicale, quel decimo posto evocatore di tempi migliori. Un target forse insipido, ma pur sempre in grado di rilanciare il team vincente verso traguardi più elevati per il prossimo campionato.

Simone Narduzzi

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