I cori a Quagliarella, un messaggio all’Udinese

I cori a Quagliarella, un messaggio all’Udinese

I tifosi di Udine inneggiano a Quagliarella, che l’Udinese ai tempi di Stramaccioni si rifiutò di portare a Udine con quelle che appaiono “scuse” ingiustificabili

di Redazione

Udine tinta du azzurro inneggia a Quagliarella, oltre che alla squadra di Mancini. Soprattutto a Quagliarella. E quei cori sono più di un inneggiamento a un campione senza tempo, sono un messaggio diretto, assordante verso la società.

Che solo 4 anni fa, quando Stramaccioni era sulla panchina, forse l’ultimo anno dove l’Udinese si salvò senza patemi col giovane romano che ha avuto l’unica pecca di dire ciò che pensava, di chiedere ciò che riteneva giusto. Lesa maestà: il reato ampio, non tocca solo giornalisti e tifosi. Comunque dopo un girone d’andata più che buono, iniziarono gli infortuni, non quelli che oggi appaiono “diplomatici“, ma quelli veri, con una rosa stretta all’osso e con Di Natale (per fortuna) ancora capace alla fine di 14 reti.Ma l’attacco era spuntato, del resto come rinunciare a gente come Ranegie?

Strama ha avuto l’impertinenza a gennaio di contattare direttamente Quagliarella, avendo lo stesso procuratore, Bozzo. Il giocatore, allora alla Juve, anche grazie all’aiuto di Totò si era convinto: ridursi l’ingaggio e trovare felicità nella squadra che l’ha consacrato e nella città che – assieme a Genova -l’ha più amato. Ma qualcuno in alto, anzi forse due (indovinate chi?)  in alto hanno decretato il pollice verso il basso, troppo costoso, vecchio, non dà sicurezze per il progetto: questo in sintesi quello che si è spiegato ai microfoni e fuori dai microfoni, la politica società è altra.

Lo si è vitsto  Fabio il 23 marzo 2019 è tornato in Azzurro a Udine, con una prestazione delle sue:  «Serata emozionante, stupenda — le sue prime parole a bordo campo —. Sono emozionato perché a Udine mi vogliono tanto bene, qui ho passato due anni stupendi. Mi hanno cominciato ad applaudire quando ero seduto in panchina. I tifosi sono stati stupendi, mi mancano le parole per ringraziarli». C’è tempo anche per parlare della partita. Fabio è tornato in azzurro dopo tre anni e mezzo forte del primato nella classifica cannonieri. «Ho avuto due buone occasioni, potevo segnare un bel gol. Qui in Nazionale sono tutti bravi e forti. L’Europeo? Alla mia età si naviga a vista, devo pensare a fare bene con la Sampdoria, poi si vedrà».

Ecco questo il presente, ma come dimenticare il passato? Come dimenticare che la società si è “rifiutata” di riprendere un giocatore così, che era pronto a tornare, che probabilmente avrebbe aiutato Totò a “resistere” ancora un anno? Queste sono le risposte che dovrebbe dare Piazzale Argentina, non che “si è preso Pinzi per riportare Udinesità”. Perché Giampiero qui è amato come Quagliarella, come Calori, Come Di Natale, come Bertotto, come Amoroso, come Domizzi, ma qual è la vera carica che gli è stata data? Come ad Allegri che a suo tempo fu “eletto” “ottimizzatole”? La nave affonda, l’iceberg incontrato è stato grande e da anni nessun carpentiere ha saputo metterci una pezza alla falla. Perché questa lacerazione è talmente ampia che coinvolge non uno, non tre, non cinque, ma quasi tutti i compartimenti stagni di una nave alla deriva.

Pinzi farà quel che può in uno spogliatoio difficile (perché così l’ha chiamato già tre anni fa Pozzo Sr), ma non ha la bacchetta magica e si dovrà scontrare inevitabilmente con un osso duro ( non amato) come Tudor. Che proporrà stessi schemi e stessa formazione, con i soliti a macerare in panchina con evidenti ripercussioni sull’umore generale e sui sottogruppi che si cerano inevitabilmente.  La situazione è questa, inutile nascondersi dietro a frasi di circostanza. E può solo peggiorare.

Anche perché il tifo organizzato, che ha inneggiato a Quagliarella anche come messaggio indiretto al club, è pronto a prendere  qualche decisione in settimana su cosa fare: ancora una chance col Genoa o il ventilato sciopero con il disertare lo stadio? Di certo le risposte devono arrivare anche dai tifosi, perché quelle date dalla società sono a dir  poco incomprensibili. Come visto non da oggi.

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